Addio Crescenzi, primo presidente della Regione

E’ morto a 86 anni a Pescara il politico democristiano che fu anche parlamentare D’Alfonso: ho perso un amico. Quieti: un intellettuale e un punto di riferimento
PESCARA. Gaspariano doc, con in più De Gasperi nel suo pantheon politico-culturale, ieri se n’è andato il primo presidente della regione Abruzzo. Ugo Crescenzi è morto, a 86 anni, all’ospedale di Pescara, dopo essere stato ricoverato per alcuni giorni, chiudendo, così, quasi del tutto, quel lungo capitolo che è stata in regione la Democrazia cristiana, di cui Crescenzi fu anche segretario provinciale, a Pescara, dal 1964 al 1967. Non solo. Nella sua lunga carriera politica, Crescenzi, commendatore della Repubblica, è stato deputato nella decima legislatura, membro della commissione Affari esteri e Comunitari, e più volte è stato assessore regionale, occupandosi di cultura, artigianato, commercio e promozione industriale, oltre a essere stato sindaco di Colonnella, paese originario della sua famiglia, e consigliere nazionale della Dc, in cui ha militato sin dal 1946.
Insomma, una carriera politica vecchio stile - quando i partiti politici erano ancora gli esclusivi veicoli di formazione e di sapere politico - oggi ricordata da chi ha condiviso con Crescenzi una parte di quel percorso.
«Mi lacera sapere che Ugo Crescenzi non è più tra noi», ha scritto il presidente della Regione, Luciano D’Alfonso, in un post su Facebook. «Ho coltivato con dedizione l’amicizia che mi legava a lui poiché rappresentava», ha continuato D’Alfonso, «un modello: democristiano purosangue, fautore di una politica ricca di profondità intellettuale, egli ha seguito tutto il cursus honorum nel partito fino a diventare primo presidente della Regione Abruzzo nel 1970. L’esperienza da deputato», ha scritto ancora il governatore sottolineando l’attività parlamentare di Crescenzi, «ne mise in luce la lungimiranza per quanto riguarda le grandi scelte sul territorio: già alla fine degli anni Ottanta presentò progetti di legge per la cessione gratuita in uso al Comune di Pescara delle aree di risulta dell'ex stazione ferroviaria e per il riconoscimento dell'aeroporto d'Abruzzo come scalo adriatico di Roma». Già, perché il palmares dell'attività di Crescenzi a Montecitorio, dal 1987 al 1992, è corposo: 93 progetti di leggi presentati, di cui di 8 di essi è stato primo firmatario.
Ma oltre a D’Alfonso, sono stati tanti coloro che lo hanno voluto ricordare. Come l’ex sindaco di Pescara, Gaetano Novello, che proprio gaspariano non era, vista la sua militanza in quella che una volta era la sinistra dc. «Siamo stati tanti anni insieme durante le nostre carriere politiche», ha ricordato Novello, «e anche se su parti diverse, siamo stati sempre in un rapporto di amicizia, di stima e di cordialità reciproca».
Gaspariano, invece, come Crescenzi, era Giuseppe Quieti, il suo predecessore alla Camera dei deputati. «Per me Ugo era un punto di riferimento», ha sottolineato l’ex parlamentare Dc. «E poi era un intellettuale», ha aggiunto Quieti, «e scriveva e leggeva molto. E politicamente era aperto. Certo, come riferimenti aveva Gaspari e De Gasperi, ma anche Dossetti», ha precisato ancora Quieti riferendosi all’ispiratore della sinistra sociale della Dc.
Chi lo ha frequentato spesso, è stato anche Tino Fortunato Di Sipio, tra l’altro predecessore alla presidenza della Provincia di Pescara di D’Alfonso. «Crescenzi», ha sottolineato Di Sipio, «è stato il mio primo segretario provinciale ed è stato uno dei personaggi di più alta cultura».
I funerali di Crescenzi, che partiranno dalla sua abitazione (dove oggi è ancora aperta la camera ardente) di corso Vittorio Emanuele 217, si terranno domani, nella chiesa del Sacro Cuore di Pescara, alle 10.30.
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