Agli italiani (e agli abruzzesi) il vino piace Doc

6 Aprile 2018

PESCARA. Agli italiani, e agli abruzzesi, piace Doc. Sugli scaffali della grande distribuzione, infatti, nel 2018 è in crescita la schiera dei vini a denominazione, di quelli a marchio del...

PESCARA. Agli italiani, e agli abruzzesi, piace Doc. Sugli scaffali della grande distribuzione, infatti, nel 2018 è in crescita la schiera dei vini a denominazione, di quelli a marchio del distributore e i tipici delle regioni, con uve autoctone.
Tuttavia i principali buyer vino, che parteciperanno all’evento «Gdo Buyers’ Club» organizzato da Veronafiere per Vinitaly, esprimono preoccupazione per un aumento dei prezzi dovuto alla cattiva vendemmia del 2017, mediamente in calo del 21% da Nord a Sud, secondo dati Ue. Il 2017 ha fatto registrare un boom dei vini tipici delle regioni, che dovrebbe ripetersi nel 2018. Questi i vini preferiti nelle diverse insegne: Capetta del Piemonte, Montecchio dalla Toscana, Terre de Trinci dall’Umbria (Gruppo Pam); Vermentino dalla Sardegna, Gewurztraminer dal Trentino Alto Adige, Pignoletto da Emilia Romagna (Conad); Primitivo dalla Puglia, Pecorino e Passerina da Marche e Abruzzo e Prosecco (Italy Discount); Chianti, Vermentino e Prosecco (Coop Italia). Per quanto riguarda i listini, gli operatori ricordano che da qualche anno «le catene distributive stanno operando un doveroso recupero di valore dei vini venduti, con un prezzo medio che aumenta anno dopo anno». La ricerca Iri per Vinitaly evidenzia che le bottiglie da 0,75 sono state vendute, nel 2017, a un prezzo medio di 4,32 euro al litro, con un aumento del 2,3% sull’anno precedente. «L’aumento dei prezzi di vendita potrebbe portare ad una riduzione degli acquisti», conclude Francesco Scarcelli di Coop Italia. «L’invito che facciamo alle cantine è quello di essere flessibili, cercando di proporre listini sempre più in linea con il valore reale del prodotto».