All’Aquila la testimonianza delle 99 cannelle

La fontana scelta da sempre più coppie dopo l’improvvisata (con polemiche) di due giovani
L’AQUILA. Era il 2011. In tutta la città c'era un solo monumento nazionale restaurato dopo il terremoto del 2009: la fontana delle 99 cannelle, riportata all'antico splendorecon un finanziamento da 750 mila euro da parte del Fai (Fondo ambiente italiano).
Proprio nel giugno di quell'anno due giovani, Francesca Giuliani e Massimo Samueli, decisero di non rinunciare alle nozze all'interno di una ambientazione spettacolare e di grande rilievo storico. Non essendoci chiese agibili in città, dunque, allestirono al centro della fontana ornamentale, due gazebo per il rito religioso, un tappeto rosso fu steso sull'antica scalinata e vennero posizionate oltre 200 sedie bianche.
Una decisione che non mancò di sollevare polemiche, soprattutto perché durante la cerimonia era stata impedita ad alcuni turisti la visita del monumento.
Eppure la scelta di Francesca e Massimo è piaciuta ad altri sposi. Il 4 luglio Emanuele Franchi e Marilena Manetta hanno voluto la stessa location. Sotto il ponte di spade di un picchetto d'onore, anche loro hanno scelto un matrimonio aquilano doc, in uno dei posti più suggestivi della città. Una fontana appunto, che sembra non aver niente da invidiare alle chiese settecentesche che sono in parte (seppur minima) restaurate. Un matrimonio all'aperto, come nei film holliwoodiani, che però ha il sapore antico di uno dei monumenti simbolici dell'Aquila, e reso possibile dal Comune che ha concesso l'autorizzazione all'utilizzo del suolo pubblico, a costo zero.
Michela Corridore
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