Altri 4 centri in Abruzzo per la terapia del dolore

26 Maggio 2016

Fondazione Isal, dopo Vasto arrivano Roseto, L’Aquila, Montesilvano e Montorio al Vomano

ROSETO. In Italia si stima che siano 12 milioni le persone che soffrono di una condizione legata al dolore cronico; di questi, quattro milioni non trovano una risposta dal punto di vista sanitario e diventano veri e propri “fantasmi”. Ad illustrare il dato è il presidente della fondazione Isal, l'Istituto di ricerca e formazione in scienze algologiche, William Raffaeli, nel corso di un evento a Roseto degli Abruzzi. L'occasione per fare il punto della situazione è stata la presentazione di quattro nuovi centri per la terapia del dolore aperti in Abruzzo. Dopo quello di Vasto, arrivano anche Roseto, L'Aquila, Montesilvano e Montorio al Vomano. Ad inaugurarli, in collaborazione con cliniche e ambulatori già presenti sul territorio, è la società Giovanni Leonardis Welfare, che punta ad aprire entro la fine dell'anno circa 20 centri anche in altre regioni, tra cui Puglia, Umbria e Lombardia, e che ha l'ambizione, per il futuro, di arrivare ad una struttura ogni 100mila abitanti.

«Tali centri», ha spiegato Donato Zizi, proprietario della Biorigeneral di Roseto, «si propongono di affiancare il lavoro dei medici di base e delle strutture sanitarie pubbliche per dare risposte efficaci e concrete a coloro che sono affetti da dolore cronico». Fondamentale la collaborazione con Isal, l’istituto leader in Europa per la ricerca e la formazione post laurea sullo studio del dolore e l’apporto della scuola europea di alta formazione Giovanni Leonardis che a giorni prenderà avvio con una decina di allievi a Sulmona, nell’Abbazia di san Celestino a Morrone.

«La società è intitolata a mio padre» ha spiegato Alberto Leonardis «che ha dedicato gran parte della sua vita allo studio dei farmaci oppiacei di ultima generazione, utilizzati da milioni di persone nel mondo per la cura del dolore, e molto meno nocivi dei classici antinfiammatori. La realtà sanitaria italiana ancora non riesce a dare su questo campo una soluzione concreta e noi vogliamo solo colmare questa carenza». Nei centri in apertura della GLW si curano per lo più lombosciatalgie, lombalgie, cefalee, emicranie, brachialgie, cervicalgie, artrosi diffuse, nevralgie trigeminali, algie facciali atipiche, dolore neuropatico, neuropatie diabetica, dolore post chirurgico, vulvopatie, dolore pelvico utilizzando una gestione di tipo multi-modale, associando cioè terapie di tipo farmacologico e non.

Federico Centola