«Anche mia figlia costretta a fare la spola»

12 Maggio 2016

Sento la necessità di fare un commento per quanto riguarda i farmaci negati dalla Asl di Chieti ai non residenti poiché ne sono coinvolta, anche se non direttamente. Mia figlia, da poco trasferitasi...

Sento la necessità di fare un commento per quanto riguarda i farmaci negati dalla Asl di Chieti ai non residenti poiché ne sono coinvolta, anche se non direttamente. Mia figlia, da poco trasferitasi in provincia di Pescara, ma in cura dal 2013,presso Oncologia di Chieti, è anch'essa costretta a ritirare Enantone, iniezione mensile che blocca il ciclo, presso la farmacia dell'ospedale di Pescara, con grande disagio, perché, oltre ad andare a ritirare le medicine fuori la sede di cura, bisogna autoprenotarsi tutti gli esami clinici, specislistici e non. Si evince che se una persona, malata oncologica debba pensare a curarsi e a concentrare tutte le energie per recuperare la salute (mia figlia ha 28 anni), non può stressarsi a fare file ai vari Cup e andare in giro per i vari nosocomi della regione per effettuare Tac, RM, ecografie varie ed altro! Compreso aspettarsi che la farmacia ospedaliera non abbia a disposizione il farmaco e quindi, dopo averla timbrata, dica al paziente di andare a prenderla ad una farmacia esterna, la quale deve, però, prenotarla!

Conosco queste cose e ogni volta mi viene da piangere per tutti i soprusi che si devono subire.

Scusate lo sfogo, ma a me sembra logico che se una persona è in cura presso una Asl, la stessa debba aiutarla per i farmaci e le prenotazioni per le visite a seguire. Solo chi non vive queste cose è in disaccordo!

(Giovanna Sabetta)