Arta, sta per finire l’era di Amicone

Avviso pubblico per il nuovo direttore dell’Agenzia regionale per l’ambiente. E l’Arap cambia strategia
PESCARA. Sta per finire, forse, l’era di Amicone all’Agenzia regionale per la tutela ambientale (Arta). Dalla giunta regionale c’è il via libera alle procedure per la nomina del direttore generale che prenderà il posto dell’esperto Mario Amicone. Lo ha annunciato il presidente della Regione Luciano D'Alfonso aprendo in pratica la corsa all’ambita poltrona attraverso un avviso pubblico.
Le domande dovranno essere inviate tramite Pec all'indirizzo: dpc025@pec.regione.abruzzo.it
L'avviso pubblico - e la relativa delibera - saranno pubblicati sul Bollettino della Regione Abruzzo Telematico - Burat; non verranno ammesse le domande presentate in data anteriore alla pubblicazione dell'Avviso. Come da legge regionale, l'incarico, regolato dal contratto di diritto privato, è conferito per tre anni, con possibilità di rinnovo. Le norme di riferimento sono la Legge istitutiva dell'Arta (lex regionale 64/98) e la L.R. 28/2016: "Istituzione sistema nazionale a rete per la protezione dell'ambiente e della disciplina dell'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale".
Intanto è stato presentato il bilancio di un’altra importante azienda regionale delle attività produttive (Arap), che da qualche anno riunisce i consorzi industriali.
«E' necessario avviare una nuova stagione in Abruzzo per “decartaceizzare” gli enti regionali ed elevare il profilo della produzione di decisioni a favore della vita delle imprese», esordisce D’Alfonso prima di snocciolare un po’ di numeri: 13 milioni di euro di fatturato, 6 milioni di perdita di esercizio. Sul bilancio pesa soprattutto il costo del personale (85 dipendenti, di cui 15 tra dirigenti e quadri) che incidono per il 53% sul costo di gestione (5,6 milioni di euro).
Dalla società, alla cui guida c’è stata di recente la conferma del commissario Giampiero Leombroni (direttore Ersi e che ieri ha incassato anche la nomina a commissario al depuratore di Pescara), ci si attende un cambio di passo. «L’Arap ha un nuovo obiettivo: aprire la fase di marketing che porti a conoscere la realtà industriale abruzzese», rivela Leombroni, «realtà che rappresenta il primo nucleo industriale a livello europeo sia per densità di industrie presenti, soprattutto nell'area della provincia di Chieti, sia per qualità del tessuto imprenditoriale. Arap ha poi un'altra ambizione: appaltare e gestire lavori pubblici; deve diventare una stazione appaltante evoluta per fare ciò che la Regione non riesce a realizzare: porti, impianti sciistici o bonifiche di siti inquinati».
Ma a un cambio di passo sono attese anche Fira e Abruzzo Sviluppo.

