Artigiani, perse 373 microimprese

4 Maggio 2018

Il dato Cna del primo trimestre. Saraceni: manca il sostegno pubblico

PESCARA. Imprese artigiane d'Abruzzo a picco tra le regioni italiane. Emerge da uno studio realizzato per la Cna Abruzzo da Aldo Ronci sull'andamento del primo trimestre del 2018. A marzo risultano perse altre 373 micro imprese. Penalizzato soprattutto il settore costruzioni. Una flessione arrivata al quinto anno consecutivo, «e con un decremento percentuale - come spiega lo stesso curatore dell'indagine - dell'1,21%: valore superiore allo 0,82% italiano. A voler vedere il bicchiere mezzo pieno, tuttavia, va detto che questa flessione è però inferiore allo stesso periodo degli anni precedenti: lo scorso anno, ad esempio, la caduta era stata di 405 unità». «La crisi abruzzese» dice il presidente regionale della Cna, Savino Saraceni «è sottolineata, nonostante i numerosi annunci da parte della Regione, dalla mancanza totale di sostegno pubblico al settore, a cominciare dal credito. Sostegno che invece ha consentito in altri territori a questo comparto di riprendersi. Se non si esce da questa condizione, se la Regione non avvia rapidamente politiche di sostegno concrete ed efficaci, da estendere all'insieme dell'economia abruzzese, la situazione è destinata solo a peggiorare». Il bollettino tracciato dallo studio di Ronci indica che tra le province i decrementi maggiori (tutti percentualmente superiori alla media nazionale) sono stati registrati a Chieti (-109), i più bassi a Pescara (-62); con L'Aquila (-103) e Teramo (-98) nel mezzo. Quanto ai settori, la crisi dell'artigianato continua a spalmarsi in tutte le attività produttive.