Barbieri e parrucchieri i “meno congrui” tra i contribuenti

21 Dicembre 2017

Barbieri e parrucchiere risultano in regola con le stime del fisco solo nel 45% dei casi. Il 55% dichiara invece ricavi troppo bassi ma, subito dopo aver ricevuto i calcoli del fisco, si adegua: con...

Barbieri e parrucchiere risultano in regola con le stime del fisco solo nel 45% dei casi. Il 55% dichiara invece ricavi troppo bassi ma, subito dopo aver ricevuto i calcoli del fisco, si adegua: con la dichiarazione dei redditi la percentuale dei «congrui», chiaramente con ricavi al filo con le stime del fisco, sale così il 64,28%. È questa la storia raccontata dalle tabelle elaborate dall'Agenzia delle Entrate sulle dichiarazioni 2016 dei contribuenti - commercianti, artigiani, professionisti, piccole imprese - sottoposti agli studi di settore. La massa di dati, riversati sul sito del fisco, sono di difficilissima lettura, ma tracciano sicuramente una mappa delle irregolarità. Nella quale barbieri, lavanderie e fiorai risultano i meno in regola e gli amministratori di condominio quelli più fedeli ai calcoli del fisco. La «congruità» è il principale parametro degli «studi di settore»: chi non lo rispetta ha dichiarato ricavi o compensi troppo bassi, fuori dalla razionalità economica del proprio settore. Ma dei 3,3 milioni di contribuenti sottoposti a questi strumenti statistici solo il 64% risulta in regola.