«Basta scuole di serie A e B Ci sono i soldi, utilizzateli»

21 Gennaio 2016

PESCARA. «Non più scuole con caratteristiche a cui siamo abituati, con quei grandi corridoi e con quelle grandi aule, ma scuole che siamo coerenti rispetto alla flessibilità curricolare introdotta...

PESCARA. «Non più scuole con caratteristiche a cui siamo abituati, con quei grandi corridoi e con quelle grandi aule, ma scuole che siamo coerenti rispetto alla flessibilità curricolare introdotta con la legge». Il sottosegretario al ministero dell’Istruzione, Davide Faraone, coglie l’occasione del convegno all’Aurum sulle “Scuole innovative-Abruzzo 3.0” per illustrare i riflessi anche in Abruzzo della legge sulla Buona scuola. Dalla sicurezza degli edifici all’intero corpo docente. «Abbiamo dirigenti scolastici, personale amministrativo che sono all'altezza, noi li stiamo dotando di strumenti migliori per fare bene», dice il vice del ministro Giannini, «abbiamo aggiunto 3,5 miliardi di euro per la didattica e potenziato il numero di insegnanti. E naturalmente gli edifici scolastici e l'architettura scolastica devono essere assolutamente coerenti con il percorso innovativo introdotto dalla legge 107».

Faraone si rende conto che c’è tanto lavoro da fare perché, al di là dell'innovazione, occorre gestire le emergenze, ma al tempo stesso realizzare strutture-pilota rispetto alla prospettiva, cioè alle scuole con caratteristiche diverse da quelle tradizionali. Davanti a questa situazione si prova a lanciare un «patto istituzionale per valorizzare il sistema scolastico abruzzese». «Abbiamo distribuito fondi e opportunità che molti Comuni hanno colto con interesse», sottolinea a questo proposito l’assessore ai Lavori pubblici, Donato Di Matteo.

Durante il dibattito è emersa la necessità di ridurre le distanze tra costa e aree interne. «La regione è divisa in due», afferma l’assessore alle Aree interne Andrea Gerosolimo: «L’area pescarese-metropolitana viaggia più veloce rispetto alle aree interne e anche la scuola risente di questa patologia. Pertanto dobbiamo rinnovare la rete scolastica attraverso una nuova programmazione: abbiamo strumenti per sanare le incongruenze, basta alunni di serie A e di serie B».