Bersani bacchetta il Pd: irresponsabile votare a settembre

PESCARA. Ha messo subito in chiaro che il sistema elettorale che si sta profilando, non gli va giù. E poi, in puro “bersanese”, concludendo l’intervento con il suo celebre «non siam qui a pettinar le...
PESCARA. Ha messo subito in chiaro che il sistema elettorale che si sta profilando, non gli va giù. E poi, in puro “bersanese”, concludendo l’intervento con il suo celebre «non siam qui a pettinar le bambole», ha precisato, mettendo al centro «il lavoro», che «non si può tenere separato il tema democratico, da quello sociale. Altrimenti la democrazia te la portano via». Davanti a circa 400 persone, ieri pomeriggio, Pierluigi Bersani, leader di Articolo 1, il partito nato dalla scissione del Pd, è venuto a dare il "la" in Abruzzo al neo movimento di sinistra, accompagnato da alcuni esponenti locali, come il sottosegretario alla presidenza della giunta regionale, Mario Mazzocca, l’assessore regionale Marinella Sclocco, Il deputato Gianni Melilla, Carlo Gaspari, che ha moderato la manifestazione nell’aula consiliare del Comune di Pescara, e Stefano Casciano, ambedue consiglieri comunali. A Bersani il sistema proporzionale, ora in discussione, non piace. «Noi siamo per un maggioritario di collegio», ha ricordato. Alias: il Mattarelum. E sul voto anticipato: «Votare a settembre o ad ottobre cambia tutto per gli italiani. Settembre? Non ho mai creduto, mai avrei creduto di trovare tanta irresponsabilità, tanto poco amore nei confronti del Paese».
«Perché fanno questa legge elettorale?», ha aggiunto, «perché vogliono andare al voto subito. Chi non governa vuole incassare il risultato, chi governa non vuole affrontare la Finanziaria». Ma Bersani ha spiegato che «c'è il rischio di non riuscire a fare la finanziaria nei tempi, si rischia l'esercizio provvisorio, un'avventura, e il rischio concreto di applicare le clausole dell'Iva. Se vince Renzi, lui cercherà di avere sconti dall'Europa più che può. Ma non mi sembra ci siano idee». Poi il patto Renzi-Berlusconi. «Le cose portano in quella direzione, lo ha capito anche un bambino. Un patto tra Partito Democratico e Forza Italia per una legge elettorale che sia imposta, poco tedesca e molto italiana, altro che voto alla tedesca. Qui ci sono 4 persone che decideranno le liste».
Bersani, poi, ha voluto scaldare la platea. «Vedo più gente che sedie», ha detto, «e succede anche altrove». «La democrazia deve consegnare la merce», ha inoltre sottolineato col suo linguaggio metaforico, «perché deve fare qualcosa». Per Bersani, ancora, «l’idea dell’Europa separata dal modello europeo, non può esistere». Novità che secondo Bersani hanno dato linfa «alle destre». Per il leader di Articolo 1, «la destra non è più quella degli inizi degli anni ’90, reaganiana e tatcheriana, quando perdeva dappertutto. Ora non è più liberista, ma è protezionista, nazionalista e sovranista. Soluzioni difensive, con Trump che vince con il voto delle tute blu, poiché ha detto di difendere il loro posto del lavoro. E cosa fanno le sinistre?», si è chiesto. «Siccome avevano vinto con certe parole d’ordine negli anni ’90, hanno pensato di continuare così. Ma in realtà oggi non puoi dire a un giovane, che se studia troverà certamente un lavoro. Perché non è sicuro che accadrà».
Vito de Luca

