Bilancio, la Lega ci riprova Dagli alleati un mezzo sì

L’esecutivo vota un breve testo di indirizzo al posto del programma dei 18 punti Al partito di Salvini toccherà cercare i voti (e i soldi) in commissione e poi in aula
PESCARA. La Lega è tornata all’attacco sui 18 punti preparati dal gruppo salviniano all’Emiciclo e dal coordinatore regionale Luigi D’Eramo per essere inseriti nell’articolato del Bilancio regionale. Martedì il tentativo era andato clamorosamente a vuoto in giunta. Ieri, nel corso di un nuovo esecutivo convocato in fretta e furia per «correggere alcuni errori al Bilancio», i 18 punti sono tornati opportunamente «limati» per renderli più digeribili agli alleati e soprattutto al governatore Marco Marsilio, per niente convinto dell’iniziativa leghista. Al termine di una discussione durata quattro ore, con Marsilio già via per precedenti impegni istituzionali (era atteso dal presidente dell’Autorità portuale di Ancona), l’assessore leghista Emanuele Imprudente, presente con la collega Nicoletta Verì (assenti giustificati Campitelli e Fioretti) è riuscito a strappare dagli alleati un sì sofferto ma «unanime» (come aveva richiesto), su una semplice delibera di indirizzo: 12 righe scritte a mano con soldi ridotti all’osso. E solo un vago accenno al vasto programma delineato da D’Eramo: leggi sulla protezione degli anziani, sullo sviluppo del turismo, sugli screening antitumorali, sulle residenze assistite, sugli stabilimenti balneari, sulle piste da sci e via elencando. Dei sette milioni iniziali previsti per la copertura delle norme, l’accordo è stato siglato su un impegno di spesa di appena 640 mila euro, un decimo dei fondi scritti in calce al documento madre. Si direbbe una mezza sconfitta. Alla Lega, reduce dalla catastrofe di martedì, sembra una mezza vittoria.
«A noi», dice un autorevole esponente salviniano, «interessava che quel programma in qualche modo non sparisse. Con quell’emendamento di 12 righe abbiamo ricreato le condizioni per riprendere il discorso. Oggi abbiamo qualcosa a cui agganciare degli emendamenti in commissione e in aula. E rimettere in gioco qualcosa che avevano tolto».
Insomma, un cavallo di troia, che non nasconde la debolezza di un gruppo dirigente ancora troppo inesperto. «Affronteremo presto la questione della governance del partito e volteremo pagina entro pochi giorni», promette il dirigente leghista. Intanto incombe il grande appuntamento che la Lega dà ai suoi sostenitori domani a Chieti (Supercinema ore 17). Forse con Matteo Salvini in carne e ossa, probabilmente solo con un suo video-messaggio. Il tema sarà un urlato “No Tax Day”.
Sottotitolo: come diventare bravi in fretta.
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