Bollette acqua: il conguaglio massimo scende a 2 anni

7 Gennaio 2020

PESCARA . Addio ai maxi-conguagli nelle bollette dell’acqua. I gestori delle reti idriche non potranno più chiedere pagamenti arretrati che superano i due anni. Dal primo gennaio di quest’anno,...

PESCARA . Addio ai maxi-conguagli nelle bollette dell’acqua. I gestori delle reti idriche non potranno più chiedere pagamenti arretrati che superano i due anni. Dal primo gennaio di quest’anno, infatti, così come già avviene per le bollette di luce e gas, la prescrizione passa da 5 a due anni. A darne notizia è l’Arera, l’Autorità di regolazione per energia reti e ambiente. Dall’inizio del 2020, infatti, nei casi di rilevanti ritardi nella fatturazione da parte del gestore, l'utente potrà eccepire la prescrizione e pagare solo gli importi fatturati relativi ai consumi più recenti di 2 anni. Inoltre, la delibera ha stabilito anche una frequenza minima mensile delle fatturazioni, per evitare bollette troppo ravvicinate. Attenzione, però, perché la riduzione della prescrizione da 5 a 2 anni, si applica solo alle bollette dell'acqua che scadono dopo il 1° gennaio 2020. I gestori saranno tenuti a emettere una fattura separata contenente solo gli importi per consumi risalenti a più di 2 anni. In alternativa questi importi dovranno essere evidenziati in maniera chiara nella bolletta. In ogni caso, i gestori sono tenuti a informare gli utenti della possibilità di contestare gli importi prescritti e a fornire un modello per esprimere la volontà di non pagare. In caso di presunta responsabilità dell'utente, invece, il gestore dovrà indicare la motivazione che ha determinato la presunta responsabilità e la possibilità di inviare il reclamo. (c.s.)