Boom degli alloggi privati ma alberghi in affanno: la doppia faccia del turismo in Abruzzo

Il settore cresce: nel 2025 le presenze complessive hanno segnato un +21,4%.
Confesercenti avverte: «Il cambio dei parametri statistici non dà una foto reale»
TERAMO
Il turismo abruzzese mostra segnali di crescita, ma dietro i numeri si nasconde una discontinuità statistica che impone prudenza. Questo è quanto emerge dall’analisi dei dati e dallo studio del settore condotta da Gianluca Grimi, presidente Confesercenti-Assoturismo Abruzzo, e dal professor Archimede Forcellese, ordinario di ingegneria gestionale dell'università Politecnica Delle Marche. Il quadro che tracciano dell’andamento del turismo è positivo ma pone questioni sugli strumenti di rilevazione dei numeri, che sono cambiati, e sull’affanno che le imprese vivono in una fase storica di rincari e modifiche delle scelte delle famiglie.
«È oggettivo che siamo in presenza di una crescita dei flussi turistici abruzzesi e nazionali, e ciò nonostante le difficili condizioni dell'economia mondiale. Possiamo quindi affermare che il fenomeno economico e sociale turismo nella nostra regione si è mostrato sinora resiliente», dice Grimi, «ma i numeri vanno liberati da fattori precisi, come le novità in tema di rilevazioni statistiche introdotte da Istat». Infatti dal 2025 nel comparto extra-alberghiero, alla voce “alloggi in affitto” vanno inseriti non solo gli alloggi gestiti in forma imprenditoriale, come in passato, ma anche quelli gestiti in forma "non" imprenditoriale. «Entra così nella rilevazione una componente della ricettività privata che, pur essendo storicamente presente, fino al 2024 non veniva conteggiata», spiega Grimi, «L'ampliamento della base di rilevazione è stato reso possibile dall'introduzione dell'obbligo di iscrizione alla Banca Dati delle Strutture Ricettive e degli immobili destinati a locazione breve o per finalità turistiche. È un miglioramento importante, ma introduce una discontinuità nelle serie storiche e impone cautela nel confronto con gli anni precedenti».
Dai dati diffusi da Assoturismo, tra il 2024 e il 2025 la capacità ricettiva complessiva, indipendentemente dalla tipologia di esercizio, è aumentata da 123.408 a 178.845 posti letto (+44,9%). Un incremento che si concentra quasi interamente negli “alloggi in affitto”, i cui posti letto sono passati da 14.251 nel 2024 a 67.677 nel 2025 (+374,9%), arrivando a rappresentare oltre la metà dell'intera capacità extra-alberghiera. In termini assoluti, dei 55.437 posti letto in più rilevati nel 2025 rispetto al 2024, 53.426 appartengono proprio agli “alloggi in affitto”: il 96,4% dell'intero incremento. Dai dati illustrati in tabella, l’Abruzzo mostra un incremento complessivo del 22,3% negli arrivi e del 21,4% nelle presenze. «Il comparto alberghiero, non interessato dall'ampliamento della base di rilevazione, consente un confronto omogeneo e diretto tra il 2024 e il 2025: gli arrivi sono aumentati del 10% e le presenze dell’8,7%. Queste percentuali misurano, quindi, l'effettivo incremento dei flussi turistici alberghieri»m spiega Grimi, «Nell’extra-alberghiero il quadro cambia: gli arrivi sono aumentati del 56% e le presenze del 43,4%. Il salto più consistente viene fatto registrare dagli “alloggi in affitto”, dove gli arrivi sono passati da 142.880 a 377.654 (+164,3%) e le presenze da 836.306 a 1.835.968 (+119,5%). Queste percentuali, però, diversamente da quelle del comparto alberghiero, non possono essere interpretate come una normale crescita anno su anno, perché il dato del 2025 comprende anche gli alloggi gestiti in forma non imprenditoriale, assenti dalla rilevazione del 2024. Un semplice calcolo rende evidente il peso di questa discontinuità: tra il 2024 e il 2025 le presenze contabilizzate nel comparto extra-alberghiero sono aumentate di 1.138.174 unità, mentre la sola voce “alloggi in affitto” ne registra 999.662 in più. Significa che circa l'87,8% dell'intero incremento delle presenze extra-alberghiere si concentra proprio nella categoria interessata dalla modifica della rilevazione». Per Grimi è evidente che il +21,4% delle presenze complessive del 2025 sia un dato aritmeticamente corretto, ma «non può essere automaticamente assunto come una crescita reale del complesso del turismo abruzzese del 21,4% rispetto al 2024 perché il confronto risente in modo inequivocabile dell'ampliamento della base statistica di rilevazione nell'extra-alberghiero». Per Confesercenti-Assoturismo occorre assumere che «solo parte della crescita numerica entra oggettivamente nel circuito dell'economia reale, e che la parte che ne beneficia maggiormente non è dell'impresa ma del comparto privato. L'impresa professionale quindi, allo stato attuale, si trova ad affrontare il combinato disposto tra allucinanti e non prevedibili aumenti dei costi di gestione delle strutture e la forte riduzione della propensione alla spesa del turista italiano, potendo contare su una espansione numerica delle presenze contrapposta ad una oggettiva statica redditività».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
