Borgorose, esplode la fabbrica pirotecnica: mamma e figlio morti insieme

9 Luglio 2026

Tragedia al confine tra Lazio e Abruzzo. La stessa azienda era rimasta coinvolta in un incidente simile. Nel 2023 altri tre decessi

  

BORGOROSE. Un boato assordante, avvertito a chilometri di distanza, poi una densa colonna di fumo, le fiamme e il crollo di una delle casematte destinate alla lavorazione dei materiali esplosivi. Torano di Borgorose ripiomba nell’incubo. La violenta esplosione avvenuta nella mattinata di ieri all’interno della Pirotecnica Mattei, in località Sant’Anatolia, ha provocato la morte di due persone: Simone Colle, 30 anni, e sua madre Teresa Tozzi, 60 anni. L’esplosione ha distrutto la piccola struttura in cui il giovane stava lavorando alla preparazione dei materiali destinati alla produzione di fuochi d’artificio. Quando sul posto sono arrivati i Vigili del fuoco, il personale sanitario del 118, i carabinieri e i volontari della Protezione civile, della struttura non rimaneva più nulla. Solo macerie, fiamme e detriti. Le operazioni di ricerca sono state particolarmente complesse a causa del rischio di ulteriori esplosioni e dell’instabilità dell’area. Al termine degli interventi i soccorritori hanno recuperato i corpi senza vita del giovane operaio e della madre, rimasta coinvolta nella deflagrazione. Secondo le prime ricostruzioni, Simone Colle era impegnato nelle operazioni di trattamento preliminare dei materiali esplodenti quando si è verificata la violenta esplosione. Mentre Teresa Tozzi si trovava accanto al figlio. Resta però da chiarire il motivo della sua presenza all’interno del laboratorio. Secondo alcune testimonianze, la donna stava portando la colazione al figlio; un’altra ipotesi, al vaglio degli investigatori, è che collaborasse stabilmente con l’azienda nelle attività produttive. Fortunatamente la vicina casamatta destinata allo stoccaggio del materiale esplodente, collocata a una distanza di sicurezza, non è stata interessata dalla deflagrazione. Una circostanza che ha probabilmente evitato conseguenze ancora più devastanti. Nell’area, secondo le indagini, erano presenti anche altri lavoratori. Tre dipendenti sono rimasti illesi perché si trovavano lontano dal punto dell'esplosione.

La Procura della Repubblica di Rieti ha immediatamente aperto un’inchiesta per fare piena luce sull’accaduto. Sul posto hanno effettuato un sopralluogo il procuratore capo Paolo Auriemma e il pubblico ministero Rocco Gustavo Maruotti, che coordina le indagini insieme ai carabinieri del Reparto operativo e agli specialisti del Racis. Gli inquirenti hanno disposto i primi accertamenti tecnici, i rilievi scientifici e gli esami autoptici sulle vittime per ricostruire con precisione la dinamica della tragedia. Il fascicolo è stato aperto ipotizzando i reati di omicidio e disastro colposo. Tra gli aspetti da chiarire vi è soprattutto la causa della deflagrazione e la natura delle operazioni che Simone Colle stava svolgendo in quel momento: gli investigatori dovranno stabilire se il materiale esplodente fosse destinato alla preparazione di uno spettacolo pirotecnico oppure allo stoccaggio nella vicina casamatta.

Nell’ambito dell’inchiesta risulta indagato il titolare della Pirotecnica Mattei, accusato di omicidio colposo aggravato dalla violazione della normativa sulla sicurezza nei luoghi di lavoro. L’imprenditore è assistito dagli avvocati Alessandro Felli e Mario Flammini. Gli investigatori dovranno verificare il rispetto delle procedure di sicurezza previste per la manipolazione del materiale esplodente e accertare eventuali responsabilità. L’esplosione, però, riapre una ferita ancora aperta e riporta a un’altra indagine giudiziaria: appena tre anni fa, il 21 luglio 2023, la stessa azienda era stata coinvolta in un’altra tragedia. In quell’occasione un’abitazione privata trasformata in laboratorio per la preparazione dei fuochi d’artificio esplose provocando la morte di Franco Colle, 59 anni, e dei figli Anna, 32 anni, e Claudio, 25 anni, deceduti pochi giorni dopo a causa delle gravissime ustioni riportate. Le vittime di allora erano parenti stretti di Simone Colle: Anna e Claudio erano infatti suoi cugini. Per quella vicenda, nel giugno 2025, i titolari della Pirotecnica Mattei avevano patteggiato quattro anni di reclusione ciascuno per detenzione di materiale esplodente in sito non autorizzato, caporalato e morte come conseguenza di altro reato. In seguito alla tragedia lo stabilimento era stato dissequestrato e aveva ripreso l’attività dopo aver riottenuto le autorizzazioni alla produzione e alla vendita di materiale pirotecnico. Ora l’intero impianto è stato nuovamente posto sotto sequestro.

A Torano – e nell’intero territorio tra il Lazio e l’Abruzzo – la sofferenza è palpabile. La famiglia Colle viene colpita ancora una volta da un lutto devastante, mentre la comunità si ritrova a fare i conti con una tragedia che richiama alla memoria un passato recentissimo. Spetterà ora agli accertamenti tecnici stabilire cosa abbia provocato la violentissima esplosione e se vi siano responsabilità nella catena degli eventi che ha portato all'ennesimo dramma in uno dei settori produttivi più delicati e rischiosi.

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INDAGATO IL TITOLARE

Nell’ambito dell’inchiesta risulta indagato il titolare della Pirotecnica Mattei, accusato di omicidio colposo aggravato dalla violazione della normativa sulla sicurezza nei luoghi di lavoro. L’imprenditore è assistito dagli avvocati Alessandro Felli e Mario Flammini. Gli investigatori dovranno verificare il rispetto delle procedure di sicurezza previste per la manipolazione del materiale esplodente e accertare eventuali responsabilità. L’esplosione, però, riapre una ferita ancora aperta e riporta a un’altra indagine giudiziaria: appena tre anni fa, il 21 luglio 2023, la stessa azienda era stata coinvolta in un’altra tragedia. In quell’occasione un’abitazione privata trasformata in laboratorio per la preparazione dei fuochi d’artificio esplose provocando la morte di Franco Colle, 59 anni, e dei figli Anna, 32 anni, e Claudio, 25 anni, deceduti pochi giorni dopo a causa delle gravissime ustioni riportate. Le vittime di allora erano parenti stretti di Simone Colle: Anna e Claudio erano infatti suoi cugini. Per quella vicenda, nel giugno 2025, i titolari della Pirotecnica Mattei avevano patteggiato quattro anni di reclusione ciascuno per detenzione di materiale esplodente in sito non autorizzato, caporalato e morte come conseguenza di altro reato. In seguito alla tragedia lo stabilimento era stato dissequestrato e aveva ripreso l’attività dopo aver riottenuto le autorizzazioni alla produzione e alla vendita di materiale pirotecnico. Ora l’intero impianto è stato nuovamente posto sotto sequestro.

IL DOLORE DELLA COMUNITÀ

A Torano – e nell’intero territorio tra il Lazio e l’Abruzzo – la sofferenza è palpabile. La famiglia Colle viene colpita ancora una volta da un lutto devastante, mentre la comunità si ritrova a fare i conti con una tragedia che richiama alla memoria un passato recentissimo. Spetterà ora agli accertamenti tecnici stabilire cosa abbia provocato la violentissima esplosione e se vi siano responsabilità nella catena degli eventi che ha portato all'ennesimo dramma in uno dei settori produttivi più delicati e rischiosi.

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