Bussi rinasce con il progetto di Giulia

La giovane architetto di Pescara vince il concorso lanciato dai 5 Stelle. La sua idea entra nel programma per l’Abruzzo
PESCARA. Il sorriso di Giulia evoca la speranza. Il suo progetto è come il paradiso che prende il posto dell’inferno. Lei, Giulia Marcucci, neo dottoressa pescarese in Architettura, ha ridisegnato i siti contaminati di Bussi e Piano D’Orta immaginando una fabbrica del biorisanamento che sfrutta le proprietà assorbenti delle piante per bonificare le due enormi discariche dai metalli pesanti.
L’inferno, quello dantesco, in qualche modo c’entra perché la giovane architetto scherza, sorride ed esclama: «Li ho puniti con la pena del contrappasso». Il suo progetto si chiama “Da cosa… nasce cosa” ed ha vinto il contest di idee #RiscattiamoBussi voluto dal M5S per promuovere la riconversione del Sito di interesse nazionale (Sin) di Bussi Officine e dell’ex Montecatini di Bolognano. A premiarla, ieri mattina sul palco dell’Auditorium Petruzzi di Pescara, è salito il consigliere regionale Domenico Pettinari.
DA PELLE D’OCA. «A Bussi lo Stato ha fallito», dice il 5 Stelle che poi strappa alla platea un applauso emozionante quando ricorda il generale Guido Conti, l’investigatore scomparso a novembre che, nel 2006, scoperchiò lo scandalo della discarica Tremonti che il regista Walter Nanni ha raccontato con immagini bellissime e paurose.
Ci sono il paradiso e l’inferno nel suo docufilm, “Cent’anni di veleni”, riproiettato ieri, in cui il violoncello del musicista Enrico Melozzi provoca effetti da pelle d’oca.
OLTRE I VELENI. In prima fila, si commuove Donato Spagnoli, l’investigatore della Forestale che lavorava con Conti, mentre Pettinari rievoca anche le denunce dei 5 Stelle ma guarda al futuro: alla bonifica e al sorriso rassicurante dell’architetto Giulia.
Il secondo premio è per Michele Pescatore, che ha ridisegnato il sito dei veleni come un’infrastruttura che produce energia rinnovabile. E per farlo ha voluto incontrare e ascoltato gli abitanti del piccolo centro del Pescarese. La terza classificata Laura Sciortino con il progetto “Bussi Park”, un parco lineare tra Bussi e Piano D’Orta unendo, tra di loro, sperimentazioni agronomica, scientifica e artistica.
DELOCALIZZATI. Alla cerimonia di premiazione presenti gli altri consiglieri regionali Sara Marcozzi e Pietro Smargiassi ed il deputato Gianluca Vacca. «Il progetto vincente», annuncia Marcozzi nel suo lungo intervento che tira le somme, «sarà inserito come punto programmatico del M5S alle prossime elezioni regionali. Il Movimento ha redatto uno studio interdisciplinare che ci mostra come sarà il lavoro nel 2025. E dallo studio si apprende che il lavoro sarà sempre meno e sempre diverso. Alcune mansioni saranno sostituite interamente dalle macchine. Per questo dobbiamo riprogrammarci in attività produttive diverse dal passato: lavori che non possano essere eseguiti automaticamente, che siano legati al nostro territorio e che soprattutto (come ieri ha detto Luigi Di Maio, ndr) non siano delocalizzabili. Abbiamo tantissime risorse e Bussi può essere una di queste».
«Investiamo su qualcosa che valorizzi il nostro territorio», sottolinea, «e che rimanga su di esso. Turismo, industria 4.0, mobilità ed energia sostenibile. Sono questi i settori da cui trarre le risorse per risollevare la nostra regione. In altri luoghi del mondo è possibile. Dobbiamo smetterla di pensare che qui in Abruzzo non si possano realizzare grandi progetti. Ci hanno abituato a pensare che progetti ambiziosi come questo non possono realizzarsi. Noi siamo convinti di meritare di meglio e siamo convinti che si possa fare».
COSTA QUEL CHE COSTA. Ma che fine faranno le idee di Giulia e degli altri talenti? Il vero premio arriva dalle parole del deputato Vacca. «Quando abbiamo iniziato questo percorso per il contest», spiega, «eravamo una forza politica d’opposizione. Oggi siamo al governo. Ho già interessato il ministro dell’Ambiente Costa, che è a conoscenza della questione di Bussi, al quale presenteremo i progetti vincenti. Bussi sarà oggetto di un tavolo di lavoro ministeriale partendo proprio dalla riconversione del Sin».
GIUDICI E GIUDICATI. A giudicare i progetti Massimo Angrilli, professore associato di Urbanistica nel dipartimento di Architettura dell’Università D’Annunzio Chieti Pescara; Sergio Rusi, professore associato di Idrogeologia nel dipartimento di Ingegneria e Geologia della D’Annunzio; Ettore Vandini, ricercatore confermato in Composizione architettonica e urbana nel Dipartimento delle Culture Europee e del Mediterraneo nell’Università della Basilicata; Giuseppe Totaro, presidente dell’Ordine degli ingegneri della provincia di Chieti; e Massimo Colonna, chimico e componente comitato Via della Regione Abruzzo. Al contest hanno lavorato studenti universitari, giovani ingegneri, architetti e geologi, valutati da una commissione composta da cinque esperti.
COME FORMICHE. Il primo premio è di 3.500 euro, il secondo di 1.000 e il terzo di 500, finanziati attingendo dal fondo che i consiglieri regionali dei 5 Stelle, Marcozzi, Pettinari, Smargiassi, Riccardo Mercante e Gianluca Ranieri, hanno messo da parte, come le formiche, con il taglio dei loro stipendi.

