Bye-bye Abruzzo, all’estero c’è una quinta provincia

9 Ottobre 2014

Nel 2013 hanno messo radici oltre confine 2.500 corregionali soprattutto giovani in cerca di occupazione. In 170mila hanno già cambiato residenza

PESCARA. È come se l’Abruzzo avesse una quinta provincia con oltre 170mila residenti. Peccato che questa grande fetta d’Abruzzo si trovi all’estero, fra le grandi capitali europee ma anche nei piccoli centri dell’America del Sud e dell’Oriente. Senza contare poi quell’altra grande parte di abruzzesi che è emigrata più recentemente in cerca di lavoro e per motivi di studio e che non ha evidentemente perso la residenza.

“Bye-bye Abruzzo” sembrano dire i dati che arrivano dal rapporto italiani nel mondo pubblicato dalla Fondazione Migrantes. E che riaprono antichi ricordi sul fenomeno dell’immigrazione di massa che coinvolse nel dopoguerra la nostra regione.

L’Abruzzo è una delle regioni che contribuisce di più alla nuova emigrazione, a quel flusso di giovani e disoccupati in cerca di occupazione e di un un futuro che l’Italia non sa più garantire.

Solo nel 2013 sono stati quasi 2500 gli abruzzesi che hanno fatto le valigie per trasferirsi all’estero, più di Marche, Liguria, Sardegna, Umbria meno di regioni più grandi come Lombardia, Lazio, Piemonte e di regioni meridionali dove il fenomeno dell’emigrazione è molto forte come Campania e Sicilia.

In complesso la quota degli abruzzesi all’estero iscritti all’Aire (Anagrafe degli italiani residenti all’estero) ha superato le 170mila unità su un totale di 4,5 milioni, pari a circa il 3,8 per cento.

Numeri che dicono quanto sia sentita l’emergenza occupazionale soprattutto dai giovani considerato che il 36,2 per cento di coloro che vanno all’estero ha 18-34 anni, in cerca, si presuppone, di uno sbocco lavorativo o di corsi di laurea.

Osservando i cittadini iscritti dall'estero, tornati in Italia nel 2012, risulta che sono prevalentemente uomini (54,6%), hanno un'età mediana più elevata degli espatriati e compresa nella classe 35-39 anni, sono per la maggior parte celibi/nubili (56,4%) e hanno soprattutto un diploma di scuola superiore. Il 29,5% dei cittadini rimpatriati ha oltre 50 anni, percentuale che sale a 30,6 se si considerano i soli uomini.

I rientri avvengono principalmente verso la Lombardia (5.266 pari al 17,9% del totale delle iscrizioni), il Lazio (3.458 pari all'11,7%), la Sicilia (2.334 pari al 7,9%), il Veneto (2.148 pari al 7,3%) e la Toscana (2.109 pari al 7,2%). E fra le regioni per le quali risulta più elevata la percentuale di donne, rispetto agli uomini, che effettuano iscrizioni anagrafiche dall'estero c’è anche l’Abruzzo (47,7%) preceduta in questo caso solo dalle Marche (50,1%) e seguita da l Lazio (47,4%) ed Emilia Romagna (47,1%).(cr.re.)

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