Caccia, bocciatura definitiva per il nuovo calendario

Il Comitato che valuta l’impatto ambientale obbliga (di fatto) la Regione a riscriverlo Esultano ambientalisti e animalisti: i cacciatori rischiano di dover aspettare fino a ottobre
PESCARA. Lasciate ogni speranza voi che sparate. Ma con la caccia Dante Alighieri non c’entra nulla.
A dare il colpo di grazia al calendario venatorio, già “ferito” due volte dai giudici del Tar e dall’Ispra (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale), è stato il comitato Via che ieri lo ha bocciato definitivamente, prima che il 25 aprile lo stesso tribunale amministrativo si pronunci nel merito. Ma ormai è chiaro: la Regione Abruzzo, il suo assessore Emanuele Imprudente e i dirigenti del Dipartimento caccia a pesca dovranno riscrivere il calendario più bocciato della storia della Regione Abruzzo. Con il rischio che il popolo dei cacciatori, oltre 15 mila doppiette, possa tornare a sparare solo da ottobre, mentre in tutto il resto d’Italia la caccia sarà già ripartita dall’ultima settimana di settembre.
A dare la notizia dell’ennesima bocciatura sono stati, ieri mattina, il Wwf e la Sezione ornitologica abruzzese (Soa).
«Il comitato Via regionale ha di fatto bocciato il calendario venatorio», scrive il Wwf.
«Il parere, di cui la Regione dovrà tenere conto, vieta in tutto l’Abruzzo la caccia a Moriglione e Pavoncella (come peraltro chiesto da tempo dal ministero dell’Ambiente); sono stati inoltre limitati i territori di caccia per 6 specie (Canapiglia, Codone, Frullino, Mestolone, Tordo sassello e Tortora selvatica) che non potranno essere cacciate nei Sic e nelle Zps, cioè le aree protette dalla Comunità europea, e sono state inserite altre prescrizioni limitative anche per tutelare l’Orso bruno marsicano».
Questo, in sintesi, dice il comitato regionale che deve valutare l’impatto ambientale. «La Regione aveva presentato un calendario con indicazioni doppie e contrastanti, oltre che subordinate al futuro pronunciamento del Tar. Bene hanno fatto l’Ispra e il Comitato Via regionale a esprimersi solo sulle parti certe, confermando così la chiusura della caccia all’allodola e alla coturnice e consentendo la caccia ai soli residenti nell’area contigua del Parco Nazionale d’Abruzzo». In pratica sono state accolte le obiezioni presentate dal Wwf sia attraverso un ricorso al Tar (che ha comunque bloccato la caccia almeno fino al 25 settembre), sia attraverso le osservazioni al calendario fatte in sede di Valutazione di incidenza ambientale. «Quest’anno il calendario venatorio regionale sta raccogliendo solo censure», dice Filomena Ricci, delegato del Wwf Abruzzo.
«Si conferma la situazione di confusione che regna nella gestione di questo settore. La volontà di accogliere le richieste delle frange più estremiste dei cacciatori, rappresentate dalle associazioni venatorie», sostiene il Wwf, «ha portato a questa situazione. Invitiamo la Regione a non continuare con assurdi tentativi di superare il dettato normativo rimediando brutte figure, e ribadiamo la nostra disponibilità a confrontarci nel merito per giungere a una gestione rispettosa della legge. Come Wwf», conclude, «siamo contrari alla caccia, ma essendoci in Italia una legge che la consente, pretendiamo che sia correttamente applicata nell’interesse di tutti i cittadini e non di una minoranza».

