Cambia il clima e l’orchidea batte il trifoglio

20 Luglio 2016

Sull’Appennino alcune specie vegetali prendono il posto di altre adatte a temperature più basse

L’AQUILA. A prima vista, data la sua bellezza, non viene naturale darle dell’opportunista, eppure l’orchidea Gymnadenia Conopsea, (nota come Manina rosea), sta conquistando l’habitat del Trifolium Thalli, un relitto glaciale che invece sta scomparendo dai pascoli appenninici sotto la spinta dei cambiamenti climatici, e di cui si cibano i camosci. È proprio la natura il tema dominante di “Il racconto della biodiversità in Appennino”, la cinque giorni che dal Velino alla Maiella, passando per il Gran Sasso, vuole svelare i segreti degli ecosistemi abruzzesi, attraversando parchi, montagne, riserve. Il “Cammino” è partito ieri da Magliano de’ Marsi, e si concluderà il 23 luglio a Lucoli, dopo aver percorso 45 chilometri a piedi, superato 3500 metri di dislivello, e attraversato tre stazioni “Lter” (Long term ecological research), la rete di ricerca ecologica gestita dal Corpo forestale dello Stato e dall’Università del Molise. A presentare l’iniziativa sono stati Bruno Petriccione, coordinatore del camino e referente della stazione Lter del Gran Sasso, che percorrerà l’intero itinerario, il coordinatore nazionale della rete, Giorgio Matteucci, ricercatore del Cnr, il vice questore Maurizio Sista, capo dell’ufficio territoriale della biodiversità del corpo forestale dello Stato, il vice sindaco di Lucoli, Rossano Soldati, e Dina Del Tosto, in rappresentanza del settore ambiente del Comune dell’Aquila. Il cammino della biodiversità percorre, prevalentemente a piedi, il paesaggio caratteristico della montagna interna dell'Appennino centrale, dai boschi misti, alla faggeta, alle praterie di alta quota, con elevatissimi valori di biodiversità. Si attraversano aree ad alto valore ambientale e turistico, due parchi nazionali (Gran Sasso e Monti della Laga), uno regionale (Sirente-Velino), tre riserve naturali statali (Monte Velino, Valle dell'Orfento, Lama Bianca) e una riserva regionale (Montagne della Duchessa). I partecipanti, per una giornata o per l’intera durata del percorso, si trasformeranno in ricercatori a tutti gli effetti, sotto la guida di botanici, ornitologi e geologi. Si parte con rilevamenti della vegetazione e osservazioni ornitologiche. Le giornate del 22 e del 23 luglio, nelle stazioni Lter del Gran Sasso e della Majella, saranno dedicate al “BioBlitz”, un evento durante il quale esperti, famiglie, studenti, insegnanti lavoreranno insieme alla ricerca e identificazione di mammiferi, rettili, insetti, piante, contribuendo così alla definizione dello stato della biodiversità. Dai dati dei primi trent’anni della stazione Lter del Gran Sasso emerge una tendenza all’adattamento all’aridità dei vegetali che crescono al di sopra del limite della vegetazione arborea (2200 metri), con forte diminuzione delle specie rare adatte ai climi più freddi, con la conseguente conquista di spazi da parte delle specie termofile,

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