Canoni idroelettrici 40 milioni in cassa
La Regione vince il braccio di ferro con il governo Mazzocca: quei soldi vanno usati per risolvere le nostre crisi
PESCARA. Dai canoni idroelettrici arrivano 40 milioni di euro per le casse della Regione. Lo annuncia il sottosegretario alla giunta Mario Mazzocca, che commenta: «Finalmente ripristinato il diritto dell'Abruzzo di vedere valorizzata appieno la propria principale risorsa naturale». Ma non è stato facile per la Regione arrivare a questo risultato, favorito da una iniziativa legislativa che porta la firma dell’ex consigliere regionale di Sel Franco Caramanico. Il governo aveva inizialmente impugnato la legge (un ariticolo della Finanziaria 2012) ma la Corte costituzionale aveva rigettato il ricorso. Successivamente il Consiglio dei ministri del 23 dicembre scorso ha nuovamente impugnato dinanzi alla Corte costituzionale, la norma che definisce la «potenza elettrica efficiente» in base alla quale si calcola l'entità del canone idroelettrico (valore unitario euro 35) e si introduce la sanzione pecuniaria nel caso in cui il concessionario non comunichi all'autorità regionale competente il dato relativo alla potenza. «Ora», spiega Mazzocca, «con il recente voto in Consiglio Regionale (Finanziaria 2016), con l'emendamento a mia firma, sono state definitivamente rimosse le cause che avevano determinato l'impugnativa del Governo; in particolare è stato univocamente individuato il costo unitario per l'uso idroelettrico; stabilito che per la definizione di potenza efficiente si rinvia alla definizione ufficiale utilizzata dal GSE e dall'Autorità per l'Energia Elettrica e il Gas (AEEG); inserito l'obbligo, da parte dell'utente, di comunicare al servizio regionale competente per materia, entro il 31 gennaio di ogni anno, la potenza efficiente di cui alla norma». «Da tempo noi abbiamo delle idee su come utilizzare questa nuova importante entrata» aggiunge Mazzocca «con quaranta milioni di euro all'anno in più, la Regione Abruzzo potrebbe assicurare un reddito minimo garantito a disoccupati, pagare gli stipendi arretrati del lavoratori dei centri di ricerca, formazione ed assistenza sociale, creare un fondo di rotazione per aiutare le Pmi in difficoltà, istituire il servizio civile regionale, attivare un mutuo di circa 400 milioni di euro per la realizzazione di grandi opere pubbliche per la manutenzione del territorio».

