Caro diesel, serrata dei camionisti: stop di 6 giorni anche in Abruzzo

Luciana Ferrone
Niente rifornimenti di merci, medicinali, carburanti. La protesta dal 20 al 25 aprile. Ferrone (Cna): «Ciò che accade è inaccettabile, serve l’adeguamento strutturale sulle accise»
L’AQUILA. Pronti a scendere in piazza. E a un blocco totale dei trasporti che, tradotto, significa niente prodotti freschi in tavola, pompe di benzina non rifornite, medicinali che non arrivano a destinazione. Il Paese e l’Abruzzo si preparano a tirare il freno: si va verso uno stop delle consegne da lunedì 20 a sabato 25 aprile, tra l’altro a cavallo di un ponte festivo. La protesta è stata annunciata dal sindacato Trasportunito e da Unatras: niente Tir sulle strade per una settimana. Sarebbe, se non revocata, la mobilitazione più consistente dopo quella del gennaio 2012. Le adesioni cominciano a correre nel tam tam dei camionisti: sono trasversali perché il fil rouge passa attraverso i costi che le aziende di trasporto devono sopportare «in un contesto che non accenna a cambiare, semmai a peggiorare perché il gasolio è già tornato sopra i due euro al litro».
Anche la Cna trasporti si è detta pronta ad appoggiare la massiccia protesta. Niente “bisonti della strada” in circolazione, per qualche giorno, con riflessi pesantissimi su tutti i comparti. «Gli americani sparano e noi paghiamo, in termini di borsa e aumento del carburante», dice senza mezzi termini Luciana Ferrone, titolare della ditta L Trasporti e presidente della commissione trasporti e logistica della Camera di commercio Chieti-Pescara, «bisogna intervenire a livello istituzionale e mettere un blocco massimo alle tariffe per l’autotrasporto. Quello che sta accadendo non è più accettabile: serve un adeguamento strutturale sulle accise per abbassarle, proporzionalmente all’aumento del costo del carburante».
I conti sono presto fatti: 3mila euro in più a camion, ogni settimana. È quanto costa la guerra in Medio Oriente alle ditte di trasporto italiane. «Se il blocco dei trasporti sarà confermato», incalza Ferrone, «si avranno notevoli disagi, in tutta Italia e anche in Abruzzo. Non arriveranno carburanti, farmaci, prodotti alimentari. C’è stata, negli ultimi anni, una morìa di grandi aziende di trasporto: l’aumento indiscriminato dei carburanti si somma a una situazione già difficile, che richiede un intervento immediato e puntuale da parte del Governo: non c’è altra soluzione perché ogni volta ci troviamo a discutere le stesse cose».
Il blocco totale dei trasporti delle merci è stato deciso dalla presidenza Unatras, il sindacato trasportatori, che ha enunciato «una situazione insostenibile per il comparto dell’autotrasporto merci. A oggi l’incontro avuto con il ministero dei Trasporti ha prodotto misure insufficienti che, nei fatti, non danno alcun risultato positivo per la categoria perché non affrontano in modo adeguato l’emergenza in corso», dice Unatras, «la rappresentanza unitaria composta dalle principali federazioni nazionali di settore, presenti nel Comitato centrale dell’Albo degli autotrasportatori, non può che esprimere la forte preoccupazione generata dalla disillusione che è presente nella categoria. Le richieste di iniziative dimostrative divengono sempre più pressanti in contemporanea con l’inerzia decisionale che non fornisce risposte adeguate».
Il sindacato degli autotrasportatori chiede lo stanziamento di risorse adeguate a ristorare le perdite subite, sospensione e differimento dei versamenti contributivi e fiscali per garantire la liquidità, garanzia di intervento nei confronti di comprovate violazioni delle norme sui costi della sicurezza nei confronti dei committenti. In attesa di risposte, scatterà il blocco totale dei servizi di trasporto merci dal 20 al 25 aprile. Previste anche assemblee permanenti nelle principali piazze italiane con assemblee permanenti per decidere le prossime iniziative: l’anticamera di una protesta ancora più ampia e organizzata sulle strade. Tutto questo anche se il Governo si prepara a prorogare lo “sconto” di 24,4 centesimi al litro fino al 30 aprile (la scadenza è fissata a oggi).
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