Vinitaly, giovedì 9 aprile in edicola lo speciale del Centro con tutti i vini in mostra

Insieme al quotidiano la presentazione delle cantine e delle etichette in fiera. È il racconto di un movimento capace di prendersi la scena nel giro di pochi anni
PESCARA. Cento pagine per descrivere il mondo del vino in Abruzzo, nel pieno del suo rinascimento qualitativo e commerciale. L’inserto firmato dal Centro, che uscirà giovedì 9 aprile insieme al quotidiano, lo fa presentando la squadra che scenderà in campo al Vinitaly di Verona, il più grande evento enologico del Paese. Da domenica 12 aprile, novantasette cantine con oltre trecento etichette rappresenteranno i colori della nostra regione in Veneto, pronte a lasciare il segno – anzi, il gusto – agli appassionati che troveranno un assaggio di quello che la nostra regione può offrire.
Quali sono i colori dell’Abruzzo del vino? Li troverete tutti in questo almanacco: dal rosso rubino e intenso del Montepulciano al rosa ciliegia del Cerasuolo, fino al giallo paglierino del Trebbiano, sfogliando le sue pagine ci si addentra in un arcobaleno cromatico di storie racchiuse in ogni bottiglia. E se è vero che ciascuna cantina ha un proprio percorso individuale, allo stesso tempo c’è un racconto collettivo che unisce i vari capitoli. Come un fiume in piena, il movimento del vino abruzzese è esploso negli ultimi anni.
Nella sua rincorsa ai grandi produttori regionali – dal Piemonte al Veneto, fino alla Toscana – il divario è stato quasi colmato. Non per quantità, ma per qualità dei suoi prodotti. Se il Montepulciano si è imposto come uno dei vini più venduti a livello nazionale e oltre, è grazie al lavoro instancabile di chi ha visto in questa parte dell’economia abruzzese il potenziale per affermarsi nel mercato dei giganti. Il nostro speciale lo racconta con i numeri: «Gli ultimi anni per l’Abruzzo enologico sono stati con il segno più», scrive, «la regione che ha la denominazione rossista più grande d’Italia (in un balletto d’alternanza on il Chianti) capace di produrre 110-120 milioni di bottiglie all’anno, si sviluppa su più di 155mila appezzamenti, per un totale di 33.964 ettari vitati, con 118 varietà».
Il piccolo grande Abruzzo che cresce al ritmo della vendemmia. E attira l’interesse del mondo: «A crescere sono soprattutto le attenzioni della stampa specializzata estera», si legge ancora, «che sempre di più guarda e racconta un Abruzzo diverso dal solo Montepulciano. Quello del Cerasuolo, del Trebbiano, del Pecorino e degli altri vini con vitigni a base bianca che compongono il tessuto produttivo». Tante identità, una sola regione. Tutte sotto l’ala del Consorzio tutela vini d’Abruzzo, protagonista al Vinitaly e della crescita del movimento enologico degli ultimi anni. Il nostro inserto sarà anche questo: una fotografia limpida delle terre dove questo movimento è fiorito. Leggendolo i lettori non si disseteranno, ma, con un po’ d’immaginazione, tra le sue righe potranno sentire i profumi di quello che, alla fine, si può riassumere in una parola sola: un successo.
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