Frane, crolli e fiumi in piena: l’Abruzzo ferito spacca l’Italia

Il capo della Protezione civile Ciciliano in volo con il governatore Marsilio sulle zone devastate
VASTO. La dorsale Adriatica resterà spezzata in due per un lungo periodo. E non taglia solo due regioni confinanti, ma «l’intero Paese», dice il presidente Marco Marsilio in un punto stampa di fine giornata. Ma è solo l’epilogo di un pomeriggio pieno di impegni. Il capo della Protezione civile Fabio Ciciliano arriva tra Abruzzo e Molise in elicottero, così da poter guardare dall’alto gli effetti di una tempesta quasi senza precedenti. La notizia più importante che rilancia Ciciliano: non è previsto alcun ponte provvisorio militare sul Trigno, perché il tratto è troppo lungo e la situazione morfologica non è adatta. Una cattiva notizia per pendolari e imprenditori del Vastese. Ciciliano ha però assicurato che verrà fatto il possibile per risanare le ferite provocate dal maltempo in Molise e Abruzzo, terre di confine, unite dai disagi della tempesta che si è abbattuta, ma mai così lontane. Al momento la ss16 resta quindi interrotta, ma si cercheranno altre soluzioni. «L'ipotesi di un ponte militare è da escludere», ha detto Ciciliano al termine della sua ricognizione sulla dorsale Adriatica, «le condizioni non lo permettono. Ho visto che un'ampia porzione del Trigno è stata portata via. Il danno è importante e la viabilità compromessa. Ci sono danni sulla costa e tante frane sia sulla costa che nell'interno».
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