Frane, crolli e fiumi in piena: l’Abruzzo ferito spacca l’Italia

5 Aprile 2026

Il capo della Protezione civile Ciciliano in volo con il governatore Marsilio sulle zone devastate

VASTO. La dorsale Adriatica resterà spezzata in due per un lungo periodo. E non taglia solo due regioni confinanti, ma «l’intero Paese», dice il presidente Marco Marsilio in un punto stampa di fine giornata. Ma è solo l’epilogo di un pomeriggio pieno di impegni. Il capo della Protezione civile Fabio Ciciliano arriva tra Abruzzo e Molise in elicottero, così da poter guardare dall’alto gli effetti di una tempesta quasi senza precedenti. La notizia più importante che rilancia Ciciliano: non è previsto alcun ponte provvisorio militare sul Trigno, perché il tratto è troppo lungo e la situazione morfologica non è adatta. Una cattiva notizia per pendolari e imprenditori del Vastese. Ciciliano ha però assicurato che verrà fatto il possibile per risanare le ferite provocate dal maltempo in Molise e Abruzzo, terre di confine, unite dai disagi della tempesta che si è abbattuta, ma mai così lontane. Al momento la ss16 resta quindi interrotta, ma si cercheranno altre soluzioni. «L'ipotesi di un ponte militare è da escludere», ha detto Ciciliano al termine della sua ricognizione sulla dorsale Adriatica, «le condizioni non lo permettono. Ho visto che un'ampia porzione del Trigno è stata portata via. Il danno è importante e la viabilità compromessa. Ci sono danni sulla costa e tante frane sia sulla costa che nell'interno».

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