Cartoline pro-Inno agli studenti

Auguri tricolori e con il testo di Mameli dal sindaco: così non si cancella

LANCIANO. E’ un rientro sui banchi dal sapore patriottico quello che il sindaco Filippo Paolini (Pdl) ha dedicato alle scuole della città, studenti e personale compreso. Una cartolina tricolore pro-inno di Mameli e con tanto di testo augura infatti a tutti “un proficuo anno scolastico”. Un rientro a scuola contraddistinto dal ritorno del traffico-caos nelle ore di punta.

Nessuno tocchi l’inno di Mameli: è la frase che il sindaco Paolini (Pdl) utilizza per sintetizzare l’augurio di buon anno scolastico sotto forma di cartolina patriottica. Un Tricolore con al centro una stella gialla, il testo completo dell’inno di Mameli e le piccole biografie degli autori delle parole (Goffredo Mameli) e della musica (Michele Novaro) sarà inviato a tutte le scuole. Il bozzetto è stato realizzato dal pittore e scultore lancianese Vittorio Martelli.

«Proprio quest’estate un leader di un partito del Nord ha messo in discussione l’inno», spiega il sindaco senza fare il nome di Umberto Bossi (Lega), «con questa iniziativa ho voluto rimarcare che invece l’inno è uno ed è nostro e nessuno deve toccarlo per l’alto valore morale che rappresenta nei confronti della nazione». Così la città medaglia d’oro al valor militare rende omaggio ai “Fratelli d’Italia”. Ed è abbastanza clamoroso anche il fatto che quel «partito del Nord» a cui il sindaco fa riferimento, sia la Lega, partito alleato nella coalizione di governo e a tutti gli effetti componente del Pdl, lo stesso schieramento del sindaco. «Una boutade estiva», così definisce Paolini il discorso di Umberto Bossi sulla sostituzione dell’inno di Mameli con il “Va pensiero” di Verdi. E il messaggio augurale alle scuole vuole essere di tutt’altra natura. Gli studenti lancianesi sono avvisati: da quest’anno non hanno più scuse per dimenticare le parole dell’inno d’Italia.

Il suono della prima campanella è coinciso con l’inizio della mezz’ora da incubo nel traffico intasato da auto, motorini e bus. Se nel terminal della Pietrosa, libero dalla giostre ma non ancora dai rifiuti, migliaia di studenti pendolari riescono a districarsi fra decine di autobus, nell’area attorno - via Del Torrione, via Ferro di Cavallo, via Spaventa e via Rosato - regna il caos. Code di auto e pullmann soprattutto in via Ferro di Cavallo dove convergono le auto provenienti da via Spaventa e dai Cappuccini (qui si trovano due scuole superiori, due medie e due elementari).

Un altro punto cruciale è via Rosato dove le automobili si incolonnano dietro i bus in direzione via Tinari, per evitare di intasare il centro. Anche se poi diversi pullman continuano a fermarsi in via Mario Bianco, perché in Pietrosa non c’è posto per tutti.