Case di Pasquale, festa per i primi 20 anni

25 Settembre 2016

Il frantoio dei Montecchia ha rivoluzionato le tecniche di produzione dell’extravergine

TERAMO. Vent'anni di olio (festeggiati ieri in frantoio) e una storia da raccontare. Quella del frantoio di Case di Pasquale a Morro d'Oro, fertile contrada agricola tra il Gran Sasso e il mare di Roseto. C'è voluta la determinazione di Gennaro Montecchia, esperto vivaista morrese, per rimettere in funzione lo storico frantoio da tempo inutilizzato. E farne un impianto all'avanguardia che ha rivoluzionato i criteri di valutazione nella scelta dell'extravergine. Sfidando la tradizionale idea di qualità: valorizzazione delle note di amaro e piccante e vendita del prodotto locale confezionato, anzichè in fusti come fino ad allora. Venti anni fa insieme ad altri soci Montecchia decide di riportare a nuova vita il frantoio. Le vecchie presse e macine vengono sostituite da Sinolea e frantumatore. Così prende vita il nuovo impianto Rapanelli, del tutto moderno. Nel 2008 con i nuovi soci, il fratello Massimiliano e la moglie Amina, l'inaugurazione dell’attuale sede a Case di Pasquale, più adeguata alle necessità di un'azienda volta a fare cultura della qualità con degustazioni aperte e corsi di formazione. E il passaggio al nuovo impianto di ultima generazione, con sistema di estrazione a due fasi, uno dei primi in provincia di Teramo. Gennaro progetta e introduce “Gemon”, la macchina scuotitrice per la raccolta di olive che permette la molitura istantanea, magistralmente guidata da Massimiliano. Oggi l'azienda si occupa di gestione di uliveti intensivi e superintensivi, produzione e commercializzazione dell'oro verde, circa 25mila piante di olivo tra cui spicca la punta di diamante, l'esclusiva e autoctona cultivar Tortiglione (j.f.).