Casini: se prevale il No è Grillo a vincere

25 Dicembre 2016

PESCARA. «Salvini semina e Grillo raccoglie, se vince il No». Insomma, secondo Pierferdinando Casini, presidente della Commissione Esteri alla Camera, se al referendum costituzionale del prossimo 4...

PESCARA. «Salvini semina e Grillo raccoglie, se vince il No». Insomma, secondo Pierferdinando Casini, presidente della Commissione Esteri alla Camera, se al referendum costituzionale del prossimo 4 dicembre non dovessero prevalere i Sì, «sarà la vittoria di Grillo, il quale potrà dire che questo paese non è riformabile». Un pensiero che Casini ha scandito ieri in occasione dell’incontro dei Centristi per il Sì, organizzato dall’ex deputato Daniele Toto, ora membro del comitato per il Sì dell’ex presidente del Senato, Marcello Pera, che si è tenuto all’Aurum, a Pescara. Un Sì convinto, quello di Casini, il quale, per spiegare che il Sì al referendum è al di là delle categorie politiche destra e sinistra, ha ricordato che «in Francia, alle primarie, Fillon e Juppé sono stati votati anche da ex elettori di Hollande» e che in Germania «la Merkel governerà ancora con i socialisti».

Già, poiché secondo Casini - per il quale, ad ascoltarlo nella sala Tosti dell’Aurum, sono arrivati, tra gli altri, anche Mario Amicone, ex assessore regionale del Ccd, l’ex partito di Casini, e Michele Russo, ex presidente della Gestione trasporti metropolitani di Pescara – la riforma non è targata Pd. «Non è di Renzi», ha sottolineato ieri, «ma di Napolitano», ha ricordato riferendosi all’ex presidente della Repubblica, «che ci esortò a fare le riforme già da tempo». E Casini, ieri, ha anche precisato che il suo ancoraggio politico è quello dei «moderati. Io ora non vedo alternative ad un aiuto a Renzi, ma il Pd non è casa mia e non sono del Pd», ha poi rimarcato tanto per sgombrare ogni equivoco. Secondo Casini, nell’incontro al quale ha preso parte anche il senatore di Area popolare Aldo Di Biagio, il Sì al referendum si rende necessario poiché «all’Italia non credo che faccia bene tornare indietro».

Vito de Luca