Centri di ricerca al collasso La protesta dei lavoratori

21 Febbraio 2017

Crab, Crivea e Cotir sono in liquidazione e i 50 addetti senza stipendio da mesi «Serve legge di riordino». L’assessore Pepe: sì a una nuova fase di progettazione

PESCARA. Sciopero e sit-in per i 50 lavoratori dei tre centri di ricerca regionali Crab, Cotir e Crivea, da tempo in liquidazione.

Ieri i lavoratori hanno manifestato a Pescara, sotto la sede dell’assessorato, in via Catullo. I dipendenti dei tre centrinon percepiscono gli stipendi da più di un anno. E ieri, con fischietti e padelle, hanno fatto sentire la loro protesta.

Quello che chiedono, è soprattutto «una legge di riordino organica che istituisca un centro di ricerca regionale, che abbia un finanziamento stabilito nel bilancio regionale e che svolga un’attività di ricerca pubblica e diffusibile», ha sottolineato la direttrice del Crab, Daniela Maria Spera.

Per Marilena Di Tullio, ricercatrice del Cotir, il consorzio per la divulgazione e la sperimentazione delle tecniche irrigue, nonché delegata della Cgil Chieti, «dopo due anni, non è più possibile rimanere in sospeso», ha detto, « e occorre che vi sia una legge di riordino, oltre che riprendere le attività e prevedere il pagamento degli arretrati».

Idem da Ada Sinimberghi, della Flai Cgil, che chiede «il rispetto della legge numero 4 del 2009» (la legge di riordino degli enti regionali).

Per Vittorio Di Giammatteo, agronomo del Crab, è fondamentale che «i centri di ricerca possano intercettare le risorse e partecipare ai bandi per progetti nazionali ed internazionali».

Una protesta, quella di ieri a Pescara, che si è conclusa con un incontro in via Catullo tra i rappresentanti degli enti di ricerca abruzzesi, il commissario liquidatore, Andrea Cleofe, il presidente del consiglio regionale, Giuseppe Di Pangrazio, l'assessore regionale alle Politiche agricole, Dino Pepe, e il consigliere regionale Mario Olivieri.

Nel giorno della manifestazione, un provvedimento della regione ha stanziato mezzo milione di euro per il Crab di Avezzano, il consorzio di ricerca applicato alle bioteconolgie. Metà se ne andrà «per pagare parte degli stipendi arretrati, mentre l'altra metà per pagare i contributi figurativi», ha sottolineato Alessandra Di Baldassare, responsabile del servizio amministrativo del Crab; mentre altri 500 mila euro, per un totale di 1 milione di euro, saranno destinati al Cotir e al Crivea.

Per l’assessore Pepe, la Regione, oltre al milione di euro stanziato, ha avviato «il completamento del processo di patrimonializzazione degli enti di ricerca mediante aumento di capitale con conferimento del patrimonio immobiliare e la revisione dei costi del personale nel senso indicato dall'accordo sindacale». Per il titolare delle Politiche agricole regionali, inoltre, «in considerazione dell'attuazione dei punti del percorso di riordino, vi è la necessità di arrivare rapidamente alla revoca della procedura di liquidazione, per consentire agli enti di avviare la nuova fase di progettazione. La giunta regionale», ha aggiunto Pepe, «ha sostanzialmente adempiuto agli obblighi presi, sia attraverso la concreta erogazione del fondo 2016, sia attraverso il sostegno a detto percorso di rilancio che dovrà portare necessariamente al Centro unico». Pepe, infine, ha rimarcato, rivolgendosi ai rappresentanti sindacali, che per riconoscere la rilevanza del ruolo regionale occorrano «ulteriori tavoli di confronto sulla veste giuridica del Centro unico e per la riorganizzazione definitiva del personale dipendente», per poi «avviare così una nuova fase, finalmente possibile, volta al rilancio della ricerca in agricoltura nella regione Abruzzo».

Vito de Luca

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