Cgil Abruzzo: «Più soldi alla sanità? Marsilio pensi anche ai trasporti»

Il sindacato dopo l’appello del governatore a Mattarella: «Va bene chiedere più fondi nazionali,
ma per i bus fa il contrario e i paesi dell’entroterra restano senza servizio e a rischio spopolamento»
PESCARA
Marsilio si appella a Mattarella per avere una fetta più grande del Fondo nazionale sanitario ma, accusa la Cgil, lo stesso Marsilio si accontenta di una fetta più piccola del Fondo trasporti con il risultato che il settore si ritrova sempre più esposto ai tagli e i paesi delle aree interne restano senza bus. Si apre un altro capitolo di polemica dopo la lettera-appello del presidente della Regione Abruzzo Marco Marsilio indirizzata al presidente della Repubblica Sergio Mattarella per chiedere più fondi e anche un aiuto a riscrivere le regole di ripartizione del Fondo sanitario, ancorate al principio demografico cioè più residenti uguale più soldi: un’equazione che penalizza l’Abruzzo dei paesi sparsi nell’entroterra e che Marsilio vorrebbe risolvere a monte.
Ma la sanità, dice la Cgil, è soltanto uno dei fronti aperti: «In sostanza, il presidente della giunta mette sotto accusa la divisione della “torta” del Fondo sanitario, ancorata unicamente al criterio della demografia in base al quale vengono premiate soprattutto le regioni con più alta densità di popolazione. Affermazioni e concetti assolutamente condivisibili», sottolinea il sindacato, guidato per l’Abruzzo e Molise da Carmine Ranieri, «se non fossero disattese dallo stesso Marsilio e dalla sua giunta che, rispetto a un altro servizio pubblico ed anch’esso essenziale come i trasporti, si comporta esattamente al contrario di quanto sostiene e se vogliamo anche rispetto all’azione che si sta conducendo all’interno della Conferenza Stato-Regioni, per ottenere criteri più equi di distribuzione delle risorse nazionali».
La Cgil traccia una linea per collegare sanità e trasporti: «Anche il trasporto pubblico locale si sostiene grazie a un Fondo nazionale ripartito tra le diverse regioni a statuto ordinario che assieme agli introiti da biglietto e da risorse regionali sempre più esigue, garantiscono la sussistenza di questo servizio pubblico essenziale. Negli ultimi 10 anni, il Fondo trasporti ha subito tagli per un miliardo e mezzo: nel 2026», spiega il sindacato, «varrà il 38% in meno rispetto al 2009 se si considera l’inflazione. In valori assoluti si è passati da 6,2 miliardi nel 2009 a 4,9 nel 2020, con un lieve recupero a 5,18 miliardi nel 2024. Senza interventi correttivi, nel 2026 la perdita salirà al 38%». E questo dice la Cgil vale per l’Abruzzo degli oltre 200 piccoli comuni, a rischio spopolamento e isolamento: «Eppure non ci sembra che Marsilio e la sua giunta, a cominciare dall’assessore ai Trasporti Umberto D’Annuntiis, si siano particolarmente spesi per esercitare pressioni sul governo nazionale al fine di rimpinguare e adeguare le risorse per i trasporti», dice la Cgil.
«Un altro esempio ancora più eclatante», continua il sindacato, «attiene la mancata estensione a livello regionale degli indubbi vantaggi economici che il biglietto unico (in vigore dal 2004) produce agli utenti e ai cittadini che vivono nell’area metropolitana Chieti-Pescara. Così come», conclude, «un’altra forma di penalizzazione delle aree interne è rappresentata dalla mancata contribuzione regionale dei collegamenti dall’Aquila verso la capitale e che oggi Tua garantisce in maniera assolutamente insufficiente».

