«Chi compra la vuole nuova e a basso consumo di energia»

11 Novembre 2015

De Gregorio (Fiaip Abruzzo): la taglia più richiesta è 80 metri quadri. Tasso fisso o variabile? Dipende...

PESCARA. Il mini costo del denaro, la Tasi che forse verrà abrogata nella prossima legge di Stabilità, il leggero aumento di quasi un punto del Pil. Tutti fattori che stanno dando una spinta ad una ripresina del mercato immobiliare, al quale si stanno avvicinando, con qualità, le giovani coppie, fa sapere il presidente della Fiaip Abruzzo-Molise, la federazione italiana agenti immobiliari professionali, Tommaso De Gregorio. Un’inversione di marcia, anche se il livello di scambi rimane basso, già avvertita l’anno scorso, quando, dopo il crollo verticale che dal 2006/2007 aveva più che dimezzato le compravendite dalle 877.000 alle 407.000 del 2013, il dato ha raggiunto la cifra di 421.000.

De Gregorio, c’è davvero questa ripresa del mercato immobiliare?

«C’è un segnale di ripresa. Lo si avverte anche dall’inizio del 2015 e si è consolidato nella seconda metà dell’anno, maggiormente nell’ultimo mese. Ma comunque rimane basso in termini assoluti».

Perché, secondo lei?

«Intanto il mercato risente della crisi generale. E poi nel mondo del lavoro non si assume e se non si lavora non si programma un acquisto di una casa, in quanto le coppie giovani non hanno disponibilità di contanti. Tuttavia i tassi d’interesse bassi dei mutui stanno dando una mano. È vero, il momento è buono perché il costo del denaro è basso e un tasso fisso ora si aggira sul 3 per cento, mentre quello variabile è sul 2,17-2,50 per cento».

Conviene dunque puntare su un tasso fisso o su uno variabile?

«È la domanda maggiormente chiesta nelle agenzie immobiliari. E la risposta è che dipende dal tipo di cliente: a un dipendente conviene il tasso fisso, mentre ad un libero professionista, per esempio, il tasso variabile. Quest’ultimo può scommettere di più».

Le nuove tendenze, per gli acquisti, invece quali sono?

«Ci si indirizza verso la case nuove, le quali consumano meno energia. Anche se il nuovo è perlopiù decentrato, mentre un’abitazione vecchia è più centrale. E oggi quello che si chiede - le preferenze sono identiche su tutto il territorio regionale - sono un appartamento di 80 metri quadrati, con ingresso-soggiorno, un cucinotto, due camere da letto e due bagni. E soprattutto chiedono qualità».

Cioè?

«Chiedono uno spazio esterno, dunque balconi grandi. E poi badano all’aspetto energetico, quindi cercano case, soprattutto i giovani sono attenti a questo aspetto, in cui il consumo del gas è minimo e in cui si fa uso di energie alternative».

Un esempio di risparmio energetico?

«Nel top di gamma, come le case Clima Gold o comunque di classe A +, per le spese di riscaldamento si possono spendere 130 euro all’anno, contro i 1.200 che si spendono in un casa vecchia».

Un risparmio notevole, soprattutto se calcolato su piani decennali.

«Certamente. E il risparmio potrebbe essere investito per pagare una rata anche di 100 euro al mese in più per i mutui».

Vito de Luca

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