Pescara

Cibo, musica e corsi di cucina: l’Abruzzo nei file di Epstein

12 Febbraio 2026

Dall’archivio che sta scuotendo il mondo emergono altri collegamenti del finanziere con la regione. Un Jeffrey inedito: appassionato dei segreti della tavola nostrana e sostenitore di violiniste lituane

PESCARA. L’Abruzzo e Jeffrey Epstein. Dall’archivio sconfinato del finanziere newyorkese continuano a emergere collegamenti tra la nostra regione e il caso che scuote il mondo.

A differenza di altre latitudini – dall’Inghilterra alla Norvegia, dove le carte hanno provocato dimissioni e inchieste – qui i riferimenti sono decisamente meno pruriginosi.

Ad affascinare Jeffrey il manigoldo è, neanche a dirlo, il cibo. In una mail del 4 aprile 2016 a scrivere è Lesley Groff, storica assistente di Epstein, che si rivolge a una donna indicata come Arina e collegata al finanziere. «Jeffrey dice che sei interessata a seguire alcuni corsi di cucina italiana il prossimo fine settimana… Possiamo iscriverti e pagare noi». Poi la proposta: «Guarda… “Sapori d’Abruzzo – 9 aprile alle 12”».

Lezioni di cucina regionale nel cuore di Midtown Manhattan. Epstein, almeno in questa corrispondenza, appare come il filantropo che regala un’esperienza gastronomica: si offre di pagare, di organizzare, di scegliere il menù. Arina risponde poche ore dopo con entusiasmo: «Va benissimo, il weekend è perfetto».

Che cosa si insegnasse nel dettaglio e perché Jeffrey volesse regalarlo a una persona a lui vicina non è specificato. Possiamo ipotizzare che il finanziere al centro dello scandalo mondiale volesse poi provarle sulla sua isola le pallotte cacio e ove? Non lo sappiamo.

Scavando sul filo culinario abruzzese arriviamo al 2014. In una mail del 31 dicembre, Karyna Shuliak – compagna di Epstein tra il 2010 e il 2019, invia alla collaboratrice Ann Rodriguez una lista dettagliata della spesa per la coppia. Al primo posto spaghetti, di marca rigorosamente abruzzese indicata come prima scelta, poi pomodori pelati, basilico fresco, parmigiano, cipolle, aglio. Il grano della regione sulla tavola delle élite globali. Non male. Ma c’è di più.

Ieri qui sulle pagine del Centro emergevano i collegamenti tra Epstein e un violinista che nell’estate 2015 doveva esibirsi a Pescara e Catignano. Il tono tra i due è colloquiale. Dalle mail si capisce che si conoscono bene, che si aggiornano su concerti, prove, spostamenti. I nomi, nei documenti desecretati, sono in parte censurati. Ma incrociando date, provenienza e informazioni pubbliche, possiamo ipotizzare che si tratti di una donna: Justina Auškelyte, violinista lituana. Perché lei?

Primo elemento. La stampa lituana (Lrt English) ha documentato l’esistenza di una corrispondenza diretta tra Epstein e la musicista. Nei report pubblicati ci sono le email tra i due con tanto di sito dell’artista e trasferimenti di denaro destinati a sostenerla durante il periodo di studi a New York. Secondo elemento. Nelle mail dell’agosto 2015 emergono concerti tra Ravenna, Pescara e Catignano, con riferimento a un successivo rientro in Lituania. La violinista in quel periodo possiamo collocarla con ragionevole certezza in Abruzzo e vista la nazionalità anche il rientro in Lituania diventa possibile. Terzo elemento. In uno scambio del 31 luglio 2015 Epstein scrive: «Sei felice di vedere tua sorella?» . Justina Auškelytė ha una sorella, anch’essa musicista.

Coincidenze? Forse. Ma, tra cucina e musica, l’Abruzzo ha incontrato a suo modo Jeffrey Epstein.