Calcio serie B

Vertice in società: Gorgone resta. E il tecnico: «La sconfitta? Provo solo vergogna»

11 Febbraio 2026

Pescara-Catanzaro, dopo partita ad alta tensione: lungo confonto tra società e allenatore. Gorgone: «Andare via è la strada più facile, ma non mollo e tenterò il tutto per tutto». Fiducia a tempo in vista di Avellino?

PESCARA. Difficile trasformare la polvere in un materiale prezioso. E il Pescara di questo periodo sembra inconsistente in qualsiasi circostanza. E ogni partita diventa un ripetersi monotono e insistente dell’incapacità del Pescara di recitare un ruolo in questa categoria. Di fronte al ct della Nazionale under 21 Silvio Baldini, seduto in tribuna Majella, che l’anno scorso l’aveva portato fuori dalle sabbie mobili della serie C. Emblematico e persino triste il momento dell’ingresso di Lorenzo Insigne per il suo esordio-bis con la maglia del Delfino: il secondo gol, quello definitivo del Catanzaro, è arrivato mentre il campione napoletano saltellava per tenere i muscoli caldi, vicino al quarto uomo in attesa del momento del cambio con Valzania.
E Giorgio Gorgone, che come vuole la tradizione potrebbe pagare per colpe non sue. Ieri sera è sembrato scendere dal podio di direttore d’orchestra di una formazione che ha smarrito ogni tipo di spartito. Nel dopo gara in un clima di incertezza, si sono rincorse voci di una riunione nello spogliatoio tra i vertici societari e il mister Gorgone.
Verso le undici di ieri sera, dopo quasi un’ora dal fischio finale, hanno fatto capolino alcuni giocatori, a testa bassa, che si sono rifugiati nell’area hospitality dello stadio Adriatico-Cornacchia per la cena, senza rilasciare alcuna dichiarazione.
In un clima surreale, con l’illuminazione sul terreno di gioco spenta, è arrivato in sala stampa il tecnico del Pescara: «Vi chiedo scusa e chiedo scusa al pubblico che ci ha incitato per tutta la gara. Mi prendo ogni responsabilità, l’idea di giocare con Olzer nella posizione di centravanti è stata un po’ folle ma avevo immaginato di proporre qualcosa di diverso e non ci sono riuscito».
Che sensazione si prova in questo momento? «Provo vergogna per quello che si è visto, credo si sia toccato il fondo stasera (ieri sera, ndc). Penso che la soluzione più facile e logica sarebbe andare via, ma io ci credo ancora. Se dovessi percepire il contrario, mi farò da parte senza problemi. Sono attaccato ad un filo ma voglio restarci appeso fino all’ultimo».
C’è una partita difficile ad Avellino domenica prossima: «Questa sconfitta ci ha fatto scendere proprio in basso ma dobbiamo pensare al prossimo impegno immaginando qualcosa di diverso».

Cosa significa? «Resto alla guida di questa squadra per tentare l’impossibile ma non per una questione economica. Per farlo ho bisogno di giocatori che la pensino come me e pretenderò questo atteggiamento fino a che sarò io l’allenatore del Pescara. Non farò sconti a nessuno, voglio gente feroce in mezzo al campo».
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