Pescara, ennesima batosta: esordio amaro per Insigne

Il Catanzaro vince e fa sprofondare il Delfino: la salvezza è sempre più lontana. Davanti all’ex Silvio Baldini in tribuna i biancazzurri non riescono a rialzarsi, mentre le altre guadagnano punti. Domenica gara ad Avellino
PESCARA. Troppo brutto per essere vero il Pescara visto ieri. Soprattutto nel primo tempo. Il Catanzaro con il minimo sforzo si impone 2-0 (tredicesimo ko stagionale) e per i biancazzurri la salvezza diventa sempre più complicata. La classifica dice che di punti da recuperare ce ne sono 10 (8 per i play out) ma quello che preoccupa è la fragilità dell’undici di Gorgone, una fragilità che cresce di settimana in settimana. A proposito del tecnico biancazzurro: resta al suo posto almeno fino ad Avellino ma serve un cambio di rotta. Le scelte di ieri hanno fatto discutere. Squadra senza un attaccante di ruolo, Olzer finto centravanti con Caligara e Lamine Fanne sulla trequarti. Una scelta che ha sorpreso tutti, forse anche il Pescara stesso che nel primo tempo si è letteralmente consegnato al Catanzaro. Sotto gli occhi dell’ex tecnico Baldini, per gli ospiti è stato un gioco da ragazzi limitare i biancazzurri e colpire in ripartenza.
È vero che Faraoni una palla gol ghiotta l’ha anche avuta ma è altresì vero che la sensazione percepita guardando il primo tempo è che il Pescara non avesse organizzazione e idee al cospetto di un Catanzaro che andava a memoria. Con intensità e qualità. Con i tre centrocampisti il Pescara ha sempre giocato alla pari se non meglio degli avversari. Erano i tempi dei rimpianti e delle proteste per le decisioni arbitrali. Poi è iniziata un’involuzione ogni settimana sempre più evidente e che preoccupa per davvero.
La partita di ieri. Catanzaro padrone del campo nel primo tempo, meglio, molto meglio il Pescara nella ripresa ma nel miglior momento biancazzurro e qualche secondo prima dell’ingresso di Insigne, Gravillon ha costruito il solito regalo agli avversari. Alesi deve solo ringraziare e la partita è sostanzialmente finita. Nel primo tempo subito la transizione micidiale degli uomini di Aquilani con Di Francesco liberato tutto solo in area. Super Desplanches ha fatto il solito miracolo di giornata.
Il gol del vantaggio è arrivato dopo una giocata di qualità (ma senza opposizione) di Liberali per il taglio di Iemmello. Gravillon tiene in gioco il bomber ospite che scavalca Desplanches e firma l'1-0. Sugli sviluppi di un corner Pescara vicino al pareggio ma è il Catanzaro a punire i tanti errori dei biancazzurri riversandosi con tanti uomini dalle parti dell’area di Desplanches. Il Catanzaro trova anche il raddoppio ma c’è off side, Dionisi al Var conferma la decisione e il Pescara può tirare un sospiro di sollievo. Il primo tempo da incubo va in archivio.
Gorgone chiedeva pressione a tutto campo contro il palleggio di Petriccione e compagni ma il piano tattico non è mai riuscito. Ripresa. Nessun cambio per Gorgone in apertura ma Pescara più determinato. E finalmente incisivo. Va meglio con Di Nardo (con un 9 vero in campo) e Meazzi. Pescara con la difesa 4 e un centrocampo più numeroso, OIlzer e compagni spingono con maggiore convinzione, il pari sembra nell’aria ma arriva il solito errore ( Gravillon ) a regalare ad Alesi il match ball.
Entra Insigne, aumentano le giocate. Ma la partita ha già dato il suo verdetto. Con un Insigne così in spolvero e con un organico che oggi ha molta più qualità verrebbe da essere fiduciosi. Poi torna alla mente il primo tempo e soprattutto la classifica e si capisce che serve una svolta immediata. Applausi per la squadra alla fine dalla Curva, contestazione verso il presidente Daniele Sebastiani. Un applauso a Gorgone per l’equilibrio e l’onestà nel post partita, domenica (ore 19.30) al Partenio di Avellino in panchina ci sarà lui e sarà l’ultima spiaggia. Con la speranza che il Pescara possa trovare quella scintilla per riaccendere una fiammella di speranza verso una complicatissima salvezza.
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