«Cinghiali, politica fallimentare»

10 Agosto 2016

Di Tizio (Wwf): l’alleanza Regione-cacciatori ha portato al disastro

PESCARA. Wwf, Associazione Antimafie Rita Atria, PeaceLink e Sinistra Anticapitalista regionali intervengono sulla gestione venatoria in Abruzzo e sull'annosa problematica dei cinghiali, sottolineando che la proliferazione degli ungulati è dovuta alla politica e al rapporto con le “lobby dei cacciatori”. «La santa alleanza stipulata in questi anni tra cacciatori e Regione Abruzzo ha portato al disastro nella gestione faunistico-venatoria» scrive in una nota Luciano Di Tizio, delegato regionale del Wwf Abruzzo. «L'esempio più evidente è proprio la gestione del cinghiale, inadeguata e carente sotto il profilo tecnico e organizzativo. La Regione Abruzzo, non da oggi, è incapace di pianificare e coordinare le attività faunistico-venatorie: da anni è priva di un Piano Faunistico Venatorio aggiornato e non si è dotata dell'Osservatorio Faunistico Regionale, previsto dal 2004 e mai realizzato Chi parla di fauna, lo fa spesso senza avere dati certi». «Come si fa a gestire un problema di cui non si conosce neppure la reale portata? È notizia di pochi giorni fa che la Regione Abruzzo non ha fornito all'Ispra neppure i dati 2014/15 sui tesserini venatori. Come si fa a pianificare l'attività faunistico-venatoria e a ridurre l'impatto sulle attività antropiche delle specie problematiche in queste condizioni?», si chiede Di Tizio, chiedendo di «togliere la gestione ai cacciatori e affidarla a esperti della fauna selvatica». «La gestione del cinghiale mostra quanto questo territorio ha bisogno di una maggiore e più efficiente pianificazione del territorio e dell'ambiente».