Cinquemila alpini sfilano all’Aquila

9 Ottobre 2016

Oggi si conclude il raduno regionale: alle 9.30 l’omaggio al maresciallo Luca Polsinelli morto in un attentato a Kabul

L’AQUILA. Una messa solenne, in suffragio di tutti gli alpini “che sono andati avanti”, ha concluso la seconda giornata del primo raduno nazionale del Battaglione Alpini L’Aquila, ospitato da venerdì nel capoluogo d’Abruzzo. E oggi saranno 5000 le penne nere che parteciperanno alla sfilata, all’interno del centro storico. E’ passato un anno dall’Adunata nazionale e la città, nonostante le ferite aperte, torna ad abbracciare con calore i “suoi” alpini, per condividere ancora una volta “lo spirito del risveglio”.

LA SFILATA. Questa mattina si inizierà alle 9.30, con la deposizione della corona al monumento dedicato al maresciallo Luca Polsinelli, in servizio presso il Nono Reggimento Alpini, vittima a Kabul il 5 maggio del 2006 di un attentato dei talebani. La cerimonia si terrà nel parco antistante la caserma Rossi, dove l’alpino prestava servizio. Alle 10 partirà la sfilata, che si snoderà lungo via Zara, via San Bernardino, Quattro Cantoni, Corso Vittorio Emanuele e Piazza Duomo, dove alle 12 è previsto l’intervento delle autorità. Alla 18, il momento dell’arrivederci, con la suggestiva cerimonia dell'ammaina bandiera. Un evento impegnativo da organizzare, affidato ad un comitato, con il coinvolgimento di tutti i gruppi alpini dell’aquilano e il supporto dell’Esercito: «Lo abbiamo dedicato all’Aquila e ai suoi cittadini», il commento del presidente della sezione Abruzzi Giovanni Natale, “per ridare spirito e forza alla città duramente piegata dal terremoto”. Ma non è si è trattato solo di un’appendice dell’adunata del 2015, bensì di una manifestazione unica e al suo debutto, pensata per commemorare le gesta eroiche degli uomini del Battaglione Alpini L’Aquila.

LA STORIA. Costituito il 14 marzo del 1935, il reparto fu a reclutamento prevalentemente regionale e prese il nome della città dell’Aquila, in riconoscimento del contributo di valore e di sangue dato dai soldati abruzzesi nella Prima Guerra Mondiale. Nel secondo conflitto mondiale il Battaglione Alpini L’Aquila ha combattuto sul fronte greco albanese e russo e nella guerra di Liberazione. Il 1° settembre 1975 è stato trasferito da Tarvisio, dove si era stanziato dal 1948, all’Aquila.

GLI EVENTI. La grande festa tricolore ha preso il via venerdì, all’Auditorium del Castello, con la presentazione del libro di Gianfranco Giustizieri e la lettura dell’inno di Mario Ranieri, seguite dall’immancabile rassegna dei canti popolari della tradizione alpina. Ieri mattina si è svolto l’Alzabandiera, nel piazzale antistante l’auditorium in via delle Medaglie d’Oro, e la deposizione della corona di alloro alla lapide dei Caduti del Battaglione Alpini, alla Fontana Luminosa. Da qui è partito un corteo, che è arrivato alla Villa Comunale, dove è stata inaugurata la stele dedicata al capitano Michele Iacobucci, fondatore della sezione Ana Abruzzi e promotore della costituzione del battaglione Alpini.

Nel pomeriggio, oltre al capitano Iacobucci, sono stati commemorati Giovanni Vaccarelli, maresciallo maggiore e medaglia d'argento, Giuseppe Carrozzi, medaglia di bronzo, che ha fatto parte della campagna di Russia e Giuseppe Tosone, che ha preso parte alle campagne di Grecia e Albania. La giornata si è conclusa con la messa solenne celebrata nella basilica di San Bernardino in ricordo dei Caduti. Domenica 16 ottobre, è in programma il tributo in musica, con il concerto del Coro Sat (Società Alpinisti Tridentini), alle 18, all’Auditorium “Generale Florio” della Guardia di Finanza.

Romana Scopano