Concorso scuola, è caos in Abruzzo

Si parte il 28 aprile ma ci sono dubbi sui commissari a causa dei compensi troppo bassi (anche se il ministero annuncia il raddoppio). Problemi per le sedi, per le prove occorrono aule attrezzate con computer
L'AQUILA. Sette giorni al via. Si parte giovedì 28 con Storia dell'arte e tecniche agrarie per arrivare a lunedì 30 e martedì 31 maggio con la scuola primaria e la scuola d'infanzia. Il lungo calendario delle prove scritte fa i conti anche in Abruzzo con difficoltà a reperire le sedi, scarsa disponibilità dei commissari e soprattutto la fretta di procedere se si vuole sperare di far siglare qualche contratto entro l'inizio del prossimo anno scolastico, almeno per i docenti delle scuole medie e superiori. Una corsa contro il tempo che sta mettendo a dura prova funzionari e tecnici del Ministero e dell'Ufficio scolastico regionale, considerando anche che le prove, tutte al computer, devono essere svolte utilizzando le aule informatiche di più istituti sparsi per la regione. Non tutte le scuole hanno messo a disposizione i propri spazi, specie nella provincia dell'Aquila dove sono ancora tanti gli edifici che attendono la conclusione degli interventi di ristrutturazione e consolidamento sismico dopo la scossa del sei aprile.
Sul sito dell'Usr stanno uscendo via via le sedi. Molte scuole nel Pescarese, nel Teramano e nell'area teatina hanno dato la disponibilità. I candidati vengono assegnati a ciascuna aula informatica divisi in ordine alfabetico. Primo elenco pubblicato, quello relativo alla prova comune di Italiano-storia-geografia del 2 maggio.
«Come al solito», spiega Carlo Frascari segretario regionale Snals, «stanno provando a fare le nozze con i fichi secchi. Ci si riduce all'ultimo momento cercando di rosicchiare spazi e disponibilità per questo concorso. È una situazione vergognosa, anche perché si pretende di sfruttare il lavoro straordinario di insegnanti che dovrebbero fungere da commissari con compensi ridicoli». Un euro l'ora, al momento. «Adesso parlano di raddoppiare il pagamento usando una formula che magari a livello di comunicazione funziona», sottolinea Frascari, «quando qui invece stiamo parlando di portare il compenso da uno a due euro l'ora, un'elemosina. Gli elenchi dei commissari non sono ancora disponibili ma il sentore è che a queste condizioni stiano accettando prevalentemente docenti in pensione, con tutto quello che ne consegue in termini di aggiornamento e difficoltà a stare al passo coi tempi in un mondo, come quello della scuola che cambia continuamente». Anche in Abruzzo, tra l'altro, sono stati riaperti i termini per la presentazione domande come commissario. «Per la composizione delle commissioni non dovrebbero esserci problemi», spiega, «ma senza docenti pensionati l'intero sistema sarebbe in affanno». In Abruzzo, sono state 4163 le domande complessivamente pervenute, dagli aspiranti alle 1411 cattedre.
Ma la lotta sindacale coinvolge anche un ambito più alto. Arriva sempre da più voci, anche con un'istanza trasversale in seno al Parlamento, la richiesta affinché anche agli Abilitati del Tfa sia data la possibilità di essere inseriti nelle Graduatorie ad esaurimento (quelle che danno diritto direttamente all'accesso al ruolo). Ieri, anche la trasmissione Mi Manda RaiTre ha ospitato degli interventi contro il concorso definito “truffa” da molti precari. «Chi si è abilitato col Tfa ha già superato una selezione», viene spiegato, «è inaudito che serva un ulteriore concorso, per la prima volta nella storia, quando sino ad ora l'abilitazione con la Ssis garantiva l'accesso diretto».

