Concorsone, bocciata la metà dei prof
E per i trasferimenti spunta la possibilità di evitarli con le liste di sostegno in deroga e allargate a 1.164 posti
Un candidato su due non ha superato la prova scritta. È questo il primo bilancio del concorso a cattedre in Abruzzo, dove su 1278 candidati agli scritti sono stati promossi in 654: 51,2%. «Un quadro apocalittico», come lo ha definito Gian Antonio Stella, sulle pagine del Corriere della Sera, ma che è comunque in media con la situazione italiana. A livello nazionale, infatti, la metà dei candidati non è stata ammessa all'orale.
«Dalle notizie che abbiamo, anche alle prove orali c'è stata un'estrema severità da parte delle commissioni coinvolte», spiega la segretaria regionale della Cgil scuola, Cinzia Angrilli. «L'impressione che da parte del Governo sia stato richiesto grande rigore. Un input che può avere penalizzato alcuni docenti anche preparati».
Le prove orali andranno avanti fino a fine mese. Solo a settembre, dunque, sarà possibile conoscere i nomi dei vincitori del concorso, almeno per alcune materie.
Intanto, arrivano buone notizie per i docenti di sostegno già immessi in ruolo. Questi ultimi, infatti, potranno contare su 1.164 posti in deroga che vanno ad aggiungersi ai posti di organico di diritto già assegnati. «Le cattedre sono state autorizzate martedì e sono davvero tante: c'è stato un avanzamento rispetto allo scorso anno, in totale sono stati messi a disposizione ben 1.164 posti», continua la Angrilli. «L'Aquila ha avuto 394 cattedre di sostegno in deroga, Chieti 225, Pescara 260, Teramo 285. Lo scorso anno abbiamo chiuso con 1.124 posti a novembre. Il Provveditorato ha lavorato per dare più cattedre possibili giorno e notte, anche sotto pressione da parte dei sindacati».
I numeri delle cattedre di sostegno sono legati alle richieste fatte dalle scuole, ma anche all'equilibrio tra le province. «L'Aquila l'anno scorso aveva abbassato il rapporto tra alunni e docenti, che in Abruzzo è di circa 2,2 ed era stata per questo penalizzata», spiega la sindacalista, «quest'anno, invece, avrà il maggior numero di posti».
Le cattedre in deroga potranno essere utilizzate per le prossime operazioni di assegnazioni provvisorie. Possono dunque tirare un sospiro di sollievo gli insegnanti che sono stati assunti a tempo indeterminato lo scorso anno in fase C (l'ultima del piano straordinario di immissioni previsto dalla legge 107 del 2015 "Buona scuola" di Renzi), ricoprendo in gran parte dei casi posti molto vicini alla propria residenza e che nei giorni scorsi, in seguito alle operazioni di mobilità, hanno saputo che la propria destinazione è fuori regione.
Si tratta dei 386 docenti abruzzesi, più del 40% del totale degli insegnanti, già pronti a fare le valigie per un posto di lavoro al Nord. «Con ogni probabilità la maggior parte di coloro che ha l'abilitazione sul sostegno potrà rientrare nella provincia di provenienza se ha un familiare a cui ricongiungersi», continua la Angrilli. «Le assegnazioni provvisorie vengono effettuate, infatti, considerando le esigenze di famiglia. E non saranno considerati, ai fini del punteggio spettante, il servizio maturato e i titoli posseduti dal docente».
A livello nazionale, sembra sempre più farsi strada la richiesta di poter utilizzare i posti in una deroga per il sostegno anche da parte dei docenti non abilitati, una volta esaurite le graduatorie degli abilitati. Un’ipotesi che eviterebbe molti trasferimenti. «Aspettiamo le indicazioni da parte del ministero», conclude la sindacalista.
Michela Corridore
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