Confindustria: «Con Ancona nessun vantaggio reciproco»

23 Gennaio 2016

PESCARA. «Né le Marche con Ancona, né l’Abruzzo con Ortona e Pescara possono trovare vantaggi reciproci da questa riforma. L’augurio di Confindustria è che la Regione si dia subito da fare per...

PESCARA. «Né le Marche con Ancona, né l’Abruzzo con Ortona e Pescara possono trovare vantaggi reciproci da questa riforma. L’augurio di Confindustria è che la Regione si dia subito da fare per convincere il governo della scelta di Civitavecchia, che noi condividiamo». Il presidente di Confindustria Chieti-Pescara Gennaro Zecca interpreta anche il parere del presidente regionale degli imprenditori, Agostino Ballone, nel definire una stranezza il nuovo piano delle Autorità portuali realizzato dal governo e che mette l’Abruzzo, con i porti di Ortona e Pescara, sotto il potere di Ancona (insieme a Pesaro e San Benedetto).

Confindustria è in questo caso d’accordo con la giunta regionale nell’indicare l’Autorità portuale di Civitavecchia come sistema naturale della connettività tirreno-adriatica e della portualità: «Con Civitavecchia c’è una logica nel flusso delle merci oltre che di vicinanza geografica, con Ancona c’è solo la vicinanza».

Per Zecca Ancona rappresenta un doppione, non ci sarebbe un’alternativa nello stesso sistema di Autorità portuale ma solo una ridondanza sull’asse dei trasporti. «Bisogna agire nell'intreccio della direttrici viarie e Civitavecchia rappresenta un punto di snodo importante sul Tirreno e sulla scia del corridoio europeo neumero 5. Ortona rappresenterebbe una sua alternativa sull’Adriatico».

La partita è aperta. La Regione intende sfruttare il suo diritto di scelta e motivarlo al ministro Delrio. Il Comune di Pescara ha già sollecitato l’ intervento al ministero per poter rientrare con Civitavecchia e candidarsi come «porta dell’Est».

Mentre i consiglieri di ForzaItalia regionali, Lorenzo Sospiri e Mauro Febbo e del Comune di Pescara, Marcello Antonelli, dicono che così com’è la riforma rappresenta «il fallimento della politica del governatore D'Alfonso, una politica giocata sulle chiacchiere smentite dai fatti». (a.mo.)

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