Confindustria unica lontana Chieti-Pescara vicina al Molise

PESCARA. Un presidente ritenuto incandidabile, per un altro è più no che sì, mentre l’associazione stessa appare divisa, con una parte di essa intenzionata a portare avanti un programma diverso...
PESCARA. Un presidente ritenuto incandidabile, per un altro è più no che sì, mentre l’associazione stessa appare divisa, con una parte di essa intenzionata a portare avanti un programma diverso rispetto al progetto sulla fusione presentato dagli altri associati. La fotografia è quella relativa a Confindustria Abruzzo, l’associazione degli imprenditori che, dopo tanti auspici e anche tante critiche verso l’eccessiva frammentazione della politica e la troppa burocrazia, trova al suo interno altrettanta difficoltà nel progetto di unificazione delle sue quattro realtà provinciali.
Basti pensare che il presidente regionale Mauro Angelucci è in prorogatio da maggio e che sulla candidabilità del suo sostituto naturale (indicato per turnazione), il teramano Agostino Ballone, sono calati i dubbi per via di un presunto doppio ruolo istituzionale. Si era fatto sotto anche Fabio Spinosa Pingue (presidente uscente di Confindustria L’Aquila) la cui candidatura ha però ha trovato il parere negativo di un componente del collegio dei probiviri. «Non so nulla, mi informerò e consulterò un avvocato», dice lui. Così, Confindustria, che pure è stata la prima ad augurarsi il cambiamento di un sistema ingessato dalla burocrazia e dall’attaccamento alle poltrone, è per ora vittima di se stessa con il Comitato dei saggi, ri-convocato vagamente nel 2015, per poter definire eventuali nuove candidature.
Ma dietro a questo scenario, se ne sta consumando un altro che sa di paradosso. Si tratta del progetto di unificazione delle quattro associazioni, progetto che è stato realizzato a metà da Chieti-Pescara con la nomina a presidente di Gennaro Zecca. Il progetto è stato rinviato da Confindustria L’Aquila e Confindustria Teramo le quali nel frattempo hanno pensato di condividere alcuni settori. Il paradosso è che Chieti-Pescara è più vicina ad unirsi ai cugini del Molise piuttosto che ai “fratelli abruzzesi”. Sulla nuova Confindustria Chieti-Pescara-Molise c’è infatti stato il via libera. «Questo è un segnale di quanto in Abruzzo si predica bene e si razzola male», commenta amareggiato Paolo Primavera, vice presidente Confindustria Abruzzo ed ex numero uno di Chieti, che estende il discorso: «Anche nelle altre associazioni di categoria c’è una guerra di orticelli, ad esempio nel nuovo consiglio camerale di Chieti vogliono mandarci i direttori, storicamente simbolo del mantenimento del posto, e non gli imprenditori».(a.mo.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA

