«Contratto Fiat, bene per Sevel»
Bologna (Fim): qui, tutto da guadagnare. Labbrozzi (Fiom): «Operazione fittizia»
LANCIANO. Buone prospettive per Sevel nella trattativa per il rinnovo del contratto Fiat di scena a Torino. A raccontare gli sviluppi della nuova contrattazione è il segretario generale Fim-Cisl Abruzzo e Molise, Domenico Bologna che in questi giorni si trova nel capoluogo piemontese. «Ci sono aperture da parte di Fiat mai avvenute prima sul salario sia sulla parte nazionale che sul salario aziendale», riferisce fiducioso Bologna, «il tutto è legato agli obiettivi del piano industriale Fiat 2015-2018 con somme che variano dal 6% al 20% sul salario annuo e con un 6% garantito in ogni caso. Sul salario aziendale c'è da aggiungere una percentuale dal 5% al 12% legata alla efficienza produttiva dei vari stabilimenti. Si tratta di somme che in quattro anni, se tutto va bene, possono arrivare a circa 7mila euro per ogni dipendente».
Lo scorso anno Sevel ha avuto il picco produttivo dei 228mila furgoni, il terzo miglior risultato della storia dello stabilimento di Atessa. «Su Sevel», prosegue il segretario Fim-Cisl, «la partita sarà tutta da giocare dato che si tratta di uno stabilimento efficiente. Ancora una volta la scelta di sottoscrivere l'accordo di Pomigliano si è rivelata vincente, chi sta fuori dal tavolo delle discussioni e scappa dalle decisioni come la Fiom non fa il bene dei lavoratori».
Di altro avviso è invece il segretario di Fiom Chieti, Davide Labbrozzi: «Siamo molto critici rispetto alla questione salari; che ci sia una redistribuzione della ricchezza, così come abbiamo sempre auspicato e così come avviene in altre case automobilistiche, può essere una cosa positiva, ma il problema è che questa operazione andrà a sostituire elementi importanti come il recupero del potere d'acquisto dei salari, una conquista che parte invece da molto lontano. I lavoratori devono prendere aumenti di salario perché il costo della vita è cresciuto, non soltanto perchè l'azienda produce di più e meglio. Teniamo a rimarcare inoltre che ancora una volta si svolge una trattativa con Fiat senza la Fiom, il sindacato più grande e rappresentativo del mondo metalmeccanico italiano».
Daria De Laurentiis
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