Contributi a chi investe nelle aree di crisi

Dalla Regione 16 milioni per l’innovazione tecnologica, marketing, adeguamento sismico. Le domande entro il 28 giugno
PESCARA. Sedici milioni di euro per finanziare progetti presentati da tutte quelle imprese che vogliano investire all'interno delle nove aree di crisi dell'Abruzzo. A tanto ammontano le risorse stanziate dalla Regione, che oggi pubblica sul Burat l’avviso pubblico, promosso nell'ambito del Por Fesr 2014-2020.
Il bando prevede il finanziamento di progetti promossi dalle aziende, con cifre comprese tra i 50 e i 200mila euro.
Se sulle cosiddette aree di crisi industriali complessa - in Abruzzo vi è quella della Val Vibrata-Valle del Tronto - si lavora da tempo, lo sblocco della legge nazionale 181/89 ha consentito alla Giunta regionale, a novembre scorso, di individuare anche nove aree di crisi non complessa.
L'avviso si aggiunge a quello nazionale, previsto sempre per le aree di crisi, finanziato dalla legge 181 per progetti superiori a 1,8 milioni di euro e gestito da Invitalia.
Il totale di 16 milioni di euro è stato suddiviso tra le diverse aree (vedere tabella) «in base a criteri oggettivi, senza alcuna nostra discrezione», sottolinea l'assessore alle Attività produttive e vicepresidente della Regione, Giovanni Lolli. L'agevolazione consiste in un contributo in conto capitale sulla spesa ammissibile.
I finanziamenti riguardano progetti di investimento produttivo (introduzione di un nuovo prodotto o miglioramento del processo produttivo), progetti di investimento in promozione (implementazione di nuove metodologie di marketing, sfruttando, ad esempio il web e l'e-commerce) e, per la prima volta, il miglioramento o l'adeguamento sismico. Le domande possono essere presentate via web fino al 28 giugno. Lolli parla di strumento che consente di «andare incontro al problema drammatico della nostra regione e cioè le difficoltà vissute dalle piccole imprese». «Il bando«, osserva l'assessore, «apre la strada a quelle imprese, già esistenti e di nuova costituzione, che vogliono investire su aree in particolare difficoltà».
Il direttore del Dipartimento Sviluppo Economico e Politiche del Lavoro della Regione, Tommaso Di Rino, sottolinea che «sono previste premialità per quelle aziende che aderiscono alla Carta di Pescara e che, quindi, vogliono percorrere la strada della sostenibilità».
Il responsabile del servizio Competitività imprese dell'ente, Piergiorgio Tittarelli, afferma, invece, che «sono stati privilegiati gli investimenti medio piccoli, perché il 93% del tessuto imprenditoriale è composto da micro e piccole imprese».
Sono tre gli ambiti su cui la Regione si sta concentrando con le risorse del Fesr: ricerca e innovazione, aree di crisi e credito. La presentazione del bando, per Lolli, è anche occasione per fare il punto sullo stato di attuazione del Fesr 2014-2020: «Siamo in perfetta linea di marcia e le cifre lo confermano: nell'ambito della Ricerca e delle aree di crisi abbiamo messo a bando 36 milioni di euro. Sono prossimi i bandi relativi al credito«. Presto, probabilmente alla fine dell'estate, arriverà un bando simile, dedicato però alle aree di crisi complessa.

