Così il Pd prova a ripartire dall’Abruzzo

Assemblea dei circoli Dem con il nuovo segretario Fina e Paolucci. A dettare la linea c’era Oddati
PESCARA. «Rimettere in piedi la spina produttiva del territorio, garantire investimenti per le infrastrutture, la conoscenza, la ricerca, le scuole, modernizzare la pubblica amministrazione e digitalizzare i sistemi produttivi». Sono i temi su cui secondo il responsabile per il Mezzogiorno della segreteria nazionale del Partito Democratico, Nicola Oddati, occorre fare leva per avviare un «grande progetto per tutta l'Italia», di cui il Mezzogiorno con l’Abruzzo dev'essere «parte integrante». Oddati è intervenuto mercoledì all’assemblea dei segretari di circolo del Pd Abruzzo nella sala consiliare del Comune di Pescara, una sala gremita e partecipata.
Per l'esponente Pd non bisogna lasciare indietro il tema delicato e urgente dell'ambiente: «Gli investimenti per l’ambiente e per l’ecosostenibilità della produzione industriale e del lavoro devono essere prioritari», ha detto, «bisogna ripartire con un’idea nuova: la fase è difficilissima, ed è determinata dallo sfascio che questo Governo sta producendo». Per il responsabile Mezzogiorno del Pd va costruita «con le nostre idee una nuova forza di impatto del Pd, un partito che si riconosca profondamente in questa battaglia e ricostruisca le ragioni del suo radicamento sociale e culturale, a partire dai circoli, ma anche usando nuovi strumenti, come il web». All'assemblea ha partecipato il nuovo segretario del Pd abruzzese, Michele Fina: «Grande partecipazione e tanti stimoli arrivati da chi, segretari e circoli, è in prima linea a portare avanti le nostre idee, a percorrere e presidiare l'Abruzzo dalla costa all'entroterra per far conoscere le proposte del Pd. Il nostro impegno è ascoltare e discutere con loro sempre di più, perché un partito come il nostro, che deve recuperare le ragioni dell'impegno politico, non può che partire dalla comunità». Presente anche il capogruppo regionale Silvio Paolucci, per il quale «serve una comunità leale e generosa a differenza del passato. E affinché ci siano visione e profilo politico occorre condividere i motivi della rottura che c'è stata all'interno della società abruzzese dopo il 2007-2008. Serve un tempo lungo per ricostruire insieme a tutti quelli che hanno buona volontà un partito aperto, un’alternativa alla destra che governa in Abruzzo».
Marianna Gianforte

