D’Alessandro alla presidenza del Partito democratico
L’AQUILA. Finita l'epoca «dei governi che procrastinano le decisioni», è arrivato il tempo «di fare crescere l'Abruzzo», rimettere al centro lavoro, sanità, occupazione e anche la politica,...
L’AQUILA. Finita l'epoca «dei governi che procrastinano le decisioni», è arrivato il tempo «di fare crescere l'Abruzzo», rimettere al centro lavoro, sanità, occupazione e anche la politica, rivitalizzando i circoli territoriali «riaccendendo la luce dove si è spenta». Il nuovo segretario regionale del Partito democratico, il 31enne Marco Rapino (che riceve il testimone dal poco più “anziano” Silvio Paolucci) ha usato parole appassionate nel suo discorso d'insediamento alla prima assemblea Pd che si è tenuta ieri all'Aquila, città scelta per ribadire l'attenzione massima verso la ricostruzione del capoluogo di regione colpito dal sisma. Però non chiamatelo “vincitore” delle primarie del 1° marzo.
«Siamo un partito che va avanti unito, coerente, trasparente», ha detto. Durante l’incontro, presieduto dal presidente uscente Manola di Pasquale, è stato eletto per acclamazione diretta alla presidenza dell’assemblea Camillo D’Alessandro, sottosegretario alla presidenza della Regione (mentre la carica di tesoriere va a Vincenzo Di Bartolomeo). «Sarò il primo collaboratore del segretario», ha commentato D'Alessandro, «il presidente svolge un ruolo diverso, per prima cosa mettere insieme tutti, aiutare il segretario nella sua azione politica, aiutarlo a riempire il partito di contenuti e di proposte».
Rapino, per D'Alessandro, «non ha bisogno di consigli, ma solo di validi collaboratori». «Daremo un indirizzo diverso rispetto alle passate classi dirigenti», ha rimarcato Rapino, «che sono mancate in Abruzzo. Avremo molto da fare, perché è vero che l'Istat parla di un aumento dell'occupazione in regione, ma abbiamo un numero drammatico di cosiddetti “neet”: 30enni che non lavorano, non studiano e non cercano lavoro». La recente competizione elettorale ha visto in campo Rapino, Alexandra Coppola, Alessandro Marzoli e Paolo Della Ventura.
Marianna Gianforte
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