D’Alfonso indagherà su banche e credito

Il senatore è l’unico parlamentare abruzzese nella nuova commissione bicamerale d’inchiesta
PESCARA . Si chiama “Commissione parlamentare di inchiesta sul sistema bancario e finanziario”, ed è stata istituita con la legge 28 dello scorso 26 marzo. Il senatore Luciano D’Alfonso è l’unico parlamentare abruzzese a fare parte della bicamerale chiamata a svolgere attività di indagine sulla gestione degli enti creditizi, le attività delle banche, delle agenzie di rating, il sistema dei confidi. Dovrà anche valutare l’istituzione di una procura nazionale per i reati bancari e finanziari, affinché quello che è accaduto in passato non si verifichi di nuovo. Il riferimento è alle vicende che hanno riempito le cronache in questi anni, da Banca Etruria alla Carichieti, e a tutte le storie di risparmio, e risparmiatori, traditi.
Senatore D’Alfonso, quale sarà nel dettaglio il compito della commissione?
«L’obiettivo finale sarà quello di far emergere la verità, non solo a un generico livello nazionale, ma anche su cosa è accaduto nei territori, relativamente alle condotte dei vertici e quelle individuali dei manager, dell’attività di vigilanza e controllo. In questo caso entrerà nella rilettura, con attività d’inchiesta, anche la realtà delle fondazioni di origine bancaria. Naturalmente, il punto di approdo è l’emersione degli errori e l’individuazione di soluzioni attraverso una proposta di nuova realtà normativa che eviti il ripetersi di quanto accaduto in passato».
Parlava di territori. La bicamerale metterà sotto osservazione anche le realtà locali?
«Sì, ci sono esperienze territoriali che vanno messe sotto esame, sulle quali serve una rilettura, dal momento che hanno danneggiato anche espressioni dell’artigianato, del commercio, di piccoli imprenditori. È sembrato quasi ci sia stato un safari. Il credito e il risparmio sono due facce della stessa medaglia che rappresenta la consistenza delle virtù di un popolo, e di futuro di un popolo. Coloro che risparmiano e realizzano credito, solitamente, sono figure che credono nel futuro. Per questa ragione noi dobbiamo capire cosa è accaduto e fare in modo che non si verifichi più tutto quello che ha danneggiato l’economia italiana e territoriale, producendo nuove procedure di controllo e condotte individuali all’insegna della più totale verifica degli interessi privati. Un manager che gestisce risparmio e credito non può dare risalto alle proprie aspettative individuali di utile e di guadagno, magari proprio con l’intromissione della propria attività. Noi sappiamo che lo sviluppo è conseguenza di risorse normative all’altezza, risorse finanziarie adeguate e della qualità delle idee, ma quelle del risparmio e del credito sono due fondamentali infrastrutture. Quello che è accaduto sul territorio italiano, dal punto vista della rovina del risparmio e del credito, ha rappresentato come l’abisso della prospettiva economica italiana. Per queste ragioni la commissione lavorerà con un occhio al passato e una grande concentrazione sul futuro. Sarà un organismo che potenzierà gli snodi di controllo della vita finanziaria italiana. Tenendo da conto anche le pregnanti raccomandazioni fondamentali del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella». (a.bag.)

