D’Ignazio stoppa D’Alfonso: «Resto nel centrodestra»

13 Marzo 2015

PESCARA. «Ma no, io resto un uomo di centrodestra. Sa com’è D’Alfonso, lancia queste cose...». Giorgio D’Ignazio, consigliere regionale di Ncd smentisce su tutta la linea le voci di un prossimo...

PESCARA. «Ma no, io resto un uomo di centrodestra. Sa com’è D’Alfonso, lancia queste cose...». Giorgio D’Ignazio, consigliere regionale di Ncd smentisce su tutta la linea le voci di un prossimo arruolamento nell’esecutivo del presidente di Regione. I sospetti sul consigliere teramano erano nati dalla sua assenza al voto in aula sulla risoluzione della minoranza contro il piano di tagli dei punti nascita deciso dalla struttura commissariale. E poi rinforzati dall’accenno di D’Alfonso a nuovi arruolamenti nella maggioranza (anche se con doppia tessera) come quello quasi concluso del consigliere del Movimento5 Stelle Leandro Bracco costato una sospensione che è l’anticamera dell’espulsione. «Io quel giorno non ero in aula perché non stavo bene», dice oggi D’Ignazio, in politica sempre al fianco di Gianni Chiodi, fino all’adesione al partito di . «D’Alfonso vorrebbe avere tutti con sé, lo dice spesso, vorrebbe ingabbiare la minoranza forse perché ha qualche problemino nella sua maggioranza, ma da noi non arriverà nessuna spinta in quella direzione. E poi io sono già nell’ufficio di presidenza del Consiglio, non avrei nessun tipo di vantaggio».

È poi la senatrice Ncd Federica Chiavaroli a rimarcare la distanza dal Pd e dal governatore: «Il presidente D'Alfonso farebbe bene ad affrontare i problemi interni alla sua maggioranza, piuttosto che tentare di nasconderli dietro improbabili campagne acquisti. Il consigliere Giorgio D'Ignazio è stato eletto nel Nuovo Centrodestra, partito che alle elezioni regionali ha sostenuto la coalizione di centrodestra guidata da Gianni Chiodi. D'Ignazio ed il Nuovo Centrodestra erano e restano all'opposizione di Luciano D'Alfonso. Il Ncd», continua Chiavaroli, «fa parte del governo nazionale composto da due forze, Pd e Ncd, che stanno insieme temporaneamente e nell'interesse dell'Italia. Continueremo ad agire in nome degli interessi dell'Abruzzo a Roma, senza volere nulla in cambio, né deleghe né incarichi, né tantomeno condividendo la responsabilità di governo con il Presidente D'Alfonso».

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