Da Pescara Parisi risponde a Renzi: "Non siamo un'accozzaglia"

Nella sala consiliare del Comune il leader del neo movimento "Energie per l'Italia" alla manifestazione di Forza Italia per il No insieme a Tajani. Presenti molti esponenti del centrodestra: dai senatori Andrea Pastore e Paola Pelino, al coordinatore regionale Nazario Pagano che legge il saluto di Berlusconi: "Dire no a Renzi e poi elezioni"
PESCARA. Il fronte del no è un'accozzaglia? «È sbagliato, un leader politico e di governo non può spaccare il Paese così, non può offendere quei tanti italiani che votano "No", ma dovrebbe invece unire il Paese come sta facendo il presidente della Repubblica». Lo ha detto Stefano Parisi, da tre giorni leader del nuovo movimento politico "Energie per l'Italia", intervenendo questa mattina nella sala consiliare del Comune di Pescara a un'iniziativa del centrodestra per il "No". Accompagnato dal vicepresidente del Partito Popolare Europeo Antonio Tajani, Parisi ha sottolineato invece l'importanza e la ricchezza di questa varietà di sigle in difesa della Costituzione italiana.
«Il fronte del no non è un'accozzaglia, per sua fortuna è variegato: i nostri motivi sono diversi da quelli della Cgil, D'Alema o Zagrebelsky, siamo lontanissimi anche perché abbiamo in mente un'idea di riforma molto più ambiziosa», ha sottolineato Parisi. In apertura di dibattito il coordinatore di Forza Italia Nazario Pagano ha letto un messaggio di Silvio Berlusconi, nel quale si sottolinea l'importanza di correre tutti insieme per l'affermazione del No al referendum costituzionale del 4 dicembre.
«La riforma di Renzi è nata come un abito su misura per lui e per il suo partito, riduce gli spazi di democrazia senza ridurre né i costi né le inefficienze». È un passaggio della lettera che Pagano ha letto nell'affolla sala comunale. Per Berlusconi i motivi del "No" di Forza Italia sono evidenti perché la riforma renziana «potrebbe portare ad effetti molto pericolosi, visto che una forza politica con il 15-20% del consenso reale degli italiani potrebbe avere tutti i poteri. Questa - spiega Berlusconi - non è più un sistema maggioritario, è la negazione della democrazia. Dire no a Renzi per poi andare alle elezioni». La platea ha quindi applaudito e gridato più volte "Silvio, Silvio", acclamando davanti a Parisi quello che viene ancora considerato il leader di Forza Italia. Presenti anche i senatori Paola Pelino e Andrea Pastore e, sul banco dei relatori, oltre a Tajani, Pagano e Parisi, l'ex vicesindaco di Pescara Carlo Masci.
Forza Italia punta quindi su una legge elettorale proporzionale dopo la auspicata vittoria del No perchè «sono cambiati i tempi. Ci sono almeno 3 poli più l'astensionismo, quindi col maggioritario si rischia di far vincere chi non avrà mai almeno la metà dei consensi. Non ci vedo nessuna contraddizione in questo cambio di strategia». Lo ha affermato Antonio Tajani, vice presidente del Partito Popolare europeo, che poi ha aggiunto: «Con una vera legge proporzionale si potrà rende merito alla volontà popolare, e a quel punto nel centro destra, è idea mia, sarà possibile parlare di alleanza di coalizione anche con Salvini, FdI, e Parisi. Ncd? Se non vogliono andare a sinistra, per me sono i benvenuti».


