Da Sant’Atto alla Silicon Valley, andata e ritorno

11 Gennaio 2015

TERAMO. Ha deciso di tornare in Abruzzo dalla Silicon Valley, Vincenzo Di Nicola, che in dieci anni ha fatto quello che un altro non farebbe nell'arco di una vita: si è laureato, è stato assistente...

TERAMO. Ha deciso di tornare in Abruzzo dalla Silicon Valley, Vincenzo Di Nicola, che in dieci anni ha fatto quello che un altro non farebbe nell'arco di una vita: si è laureato, è stato assistente in una delle più prestigiose università al mondo, ha lavorato per Yahoo e Microsoft, ha inventato un'app che ha venduto ad Amazon, colosso delle vendite on line. Poi, a 34 anni, è tornato a Sant'Atto, per cercare di fare qualcosa per l’Abruzzo. Di Nicola si forma a Teramo e poi a Bologna. Ma quello che cerca lo trova prima alla University of California e poi a Stanford, «l'università più importante al mondo per l'informatica, dove sono nate Google, Yahoo e gran parte della start up americane». Di Nicola fa un tirocinio a Yahoo, poi accetta un’offerta da Microsoft. A Seattel diventa program manager. La Microsoft lo manda anche in Cina per sei mesi. Al ritorno si chiede: che posso fare di più? «Avevo visto che il mondo degli smatphone stava prendendo piede», racconta, «era il 2009, avevo 29 anni - ho cercato un mio vecchio amico che lavorava all'Ibm, abbiamo deciso di buttarci in una nuova avventura». I due - anche l'altro ha origini italiane - fondano una società, la GoPago che lancia l'omonima app per ordinare e pagare nei ristoranti tramite smatphone.

Il meccanismo si è affinato con un Pos, che consente all'esercente di comunicare meglio col cliente. In breve diventa un “must” nei campus americani e a San Francisco. Tanto da attrarre l'attenzione di Jeff Bezos e di Amazon che acquista il software.

Sembrerebbe una storia conclusa. Di Nicola invece decide di tornare in Italia, a Teramo, e ripartire per una nuova avventura.

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