Dalla raffineria a Ortona al traforo del Gran Sasso: 60 anni del Wwf per la natura

6 Luglio 2026

Il presidente nazionale Di Tizio, originario di Chieti, ricorda le sfide nella regione: «A Pescara corteo da 13mila persone. E quella denuncia per procurato allarme...»

PESCARA. «Ricordo come se fosse ieri la manifestazione contro il centro oli a Ortona. Mezz’ora prima dell’inizio dell’appuntamento, eravamo quattro gatti. Temevo non si sarebbe presentato nessuno. Poi, improvvisamente, sono cominciati ad arrivare pullman su pullman: quando partì il corteo, eravamo in 13mila». Dall’istituzione del Parco della Costa teatina – l’ultima in ordine di tempo – fino alla difesa dell’orso marsicano, sono tante le battaglie portate avanti, e spesso vinte, dal Wwf in Abruzzo. Ieri l’organizzazione ambientalista ha compiuto sessant’anni: un giro di boa importante che permette di fare un bilancio su quanto fatto e quanto ancora c’è da fare. E chi meglio del presidente del Wwf Italia Luciano Di Tizio, originario di Chieti, può tirare le somme su questi primi sessant’anni di lotta dell’associazione del panda nella nostra regione.

Mai ideologici, sempre dalla parte della scienza: è così che Di Tizio si spiega i successi del Wwf in questi anni. E soprattutto il consenso popolare ottenuto. La battaglia contro il terzo traforo del Gran Sasso a cavallo tra la fine dei Novanta e l’inizio dei Duemila, dice, è l’esempio perfetto: «I cittadini avevano già vissuto sulla loro pelle gli effetti dei primi due trafori, con l’abbassamento della falda acquifera e i relativi problemi di approvvigionamento dell’acqua», racconta. «Nessuno lo voleva. Il ministero, però, aveva già deciso di realizzarlo, sembrava non ci fossero chance per bloccare il progetto. E invece hanno dovuto fare i conti con una mobilitazione di popolo di fronte alla quale sono stati costretti a un passo indietro». La forza delle idee che cambia il corso della storia. «Sono state battaglie enormi», chiosa Di Tizio, «in cui noi abbiamo avuto l’ultima parola perché dalla nostra parte abbiamo sempre avuto la scienza».

E quando la scienza potrebbe non bastare, anche l’economia del territorio può diventare un prezioso alleato. È successo, qui in Abruzzo, nel 2007, con il caso del centro oli di Ortona, una raffineria che inizialmente sarebbe dovuta sorgere a Contrada Feudo. I ricordi di quel periodo scolpiti nella mente di Di Tizio: «Volevano farla in mezzo agli uliveti, ma abbiamo convinto due proprietari a non vendere i terreni sui quali volevano costruire», dice ancora. A quel punto, per aggirare il problema del territorio, hanno tentato di fare della raffineria un impianto off-shore in mare, di fronte alla Costa dei trabocchi. «La protesta fu ampia: dai vignaioli agli agricoltori fino ai lavoratori del settore turistico, tutti si sono uniti per fermare il progetto. La dimostrazione che i combustibili fossili non fanno male solo all’ambiente, ma anche all’economia. E che possono essere fermati». Il punto di svolta della battaglia a Pescara, con il corteo organizzato dal Wwf per protestare contro la realizzazione della raffineria. «La questura, e non noi, dice che eravamo 13mila. Io ricordo una fiumana di gente». La dimostrazione funzionò: poco dopo, la Regione bloccò il progetto.

Ma in sessant’anni le battaglie da rivangare non mancano. «Per la nostra denuncia dell’inquinamento delle acque di Bussi ci siamo beccati addirittura una denuncia per procurato allarme, ma anche in quel caso avevamo ragione noi», ricorda Di Tizio. E ancora, l’ultima sfida vinta in ordine di tempo è quella per l’istituzione del Parco nazionale della Costa teatina. Sempre lì, dove sarebbe dovuta nascere una raffineria, ci sarà un’area protetta. «Il Tar ha dato ragione alla nostra richiesta, che semplicemente era quella di far rispettare la legge», dice il presidente dell’associazione. Nella «regione verde d’Europa» il Wwf si è impegnato anche a difendere gli animali, e gli ecosistemi, a rischio sopravvivenza. Basta pensare alle quattro Oasi sparse sul territorio o al progetto 2x50 per arrivare a 100 esemplari di orso marsicano entro il 2050 («Quando abbiamo iniziato erano 50»). Per questi primi sessant’anni Di Tizio ieri è stato accolto insieme a una delegazione dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Tanti, anche, i videomessaggi di auguri da volti noti della politica e dello spettacolo. Buon compleanno al panda più famoso d’Italia.

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