Di Maio: sì al voto dopo la vittoria al referendum

17 Settembre 2016

Il leader dei grillini galvanizza la base alla festa dei Cinque Stelle a Villa Sabucchi «Basta governi tecnici. A Livorno abbiamo realizzato il reddito di cittadinanza»

PESCARA. «Ognuno di noi può cambiare il mondo, ovunque stiamo contribuendo a quel pezzo di rivoluzione che vogliamo perché siamo l'ultima speranza di cambiamento. Quelli che prima ci sbeffeggiavano adesso hanno paura di noi».

Si chiude con un lunghissimo applauso, sotto la pioggia battente del parco pubblico di Villa Sabucchi, a Pescara, l'intervento del vicepresidente della Camera, Luigi Di Maio, durante il primo giorno della convention "Movimento Five Festival". Il giovane leader pentastellato ha stregato la platea di simpatizzanti, attivisti e semplici curiosi per circa 45 minuti, passando in rassegna i punti salienti del dibattito politico nazionale ed europeo: dal referendum costituzionale promosso dal premier Matteo Renzi ai rimborsi elettorali, dai rapporti del governo con la cancelliera tedesca Angela Merkel e con il presidente francese François Hollande al reddito di cittadinanza e alla trasparenza. Al suo fianco i parlamentari del Movimento 5 stelle Gianluca Vacca e Andrea Colletti, i consiglieri comunali di Pescara Enrica Sabatini, Erika Alessandrini e Massimiliano Di Pillo, e il consigliere regionale Domenico Pettinari. Tra la folla di centinaia di cittadini, sotto ai gazebo zuppi d'acqua, anche la consigliera regionale Sara Marcozzi.

«L'obiettivo principale del Movimento 5 Stelle nei prossimi mesi è vincere il referendum per il no alla riforma costituzionale e andare subito dopo al voto», ha rimarcato Luigi Di Maio. «Ne ho piene le scatole di governi tecnici mentre credo che i governi debbano nascere con la fiducia di maggioranze che conquistano il voto alle elezioni. Si può vincere solo con un programma chiaro e qui da tempo non accade più. Solo in Italia si formano governi che non hanno mai presentato un programma. Chi infatti avrebbe mai votato alle elezioni un governo che avesse proposto la legge Fornero?». L'accusa nei confronti del premier «che rompe con una conferenza stampa» è accolta da una folla festosa così come in tanti hanno esultato alla citazione del caso Livorno. «Visto che l'Italia dà all'Unione europea 20 miliardi all'anno», sottolinea Di Maio, «Renzi dica a Hollande e alla Merkel che, se non cambia la politica, noi tratterremo una parte di questi soldi e li useremo per abbassare le tasse in Italia». E poi: «La misura del reddito di cittadinanza non è una ricetta economica semplice da realizzare, ma a Livorno il bando per accedere al contributo è diventato realtà. Accade così nel resto nel mondo, solo da noi non lo abbiamo». E giù applausi, strette di mano, abbracci e richieste di selfie.

Dal palco di Villa Sabucchi nessun accenno, da parte del presidente della Camera, alla politica locale. Soltanto un breve passaggio sulla gestione della sanità in una regione, fresca dell'uscita dal commissariamento. Un plauso, invece, è stato espresso nei confronti della consigliera grillina Enrica Sabatini che cura il progetto e-learning sulla piattaforma Rousseau, incentrato sulla condivisione delle conoscenze e delle esperienze in rete, un'eredità lasciata ai grillini da Gianroberto Casaleggio.

La seconda edizione del Movimento Five Festival, la manifestazione all'insegna "del divertimento, della creatività, dell'informazione e della formazione", promossa dal Movimento 5 Stelle di Pescara, andrà avanti anche oggi e domani con un programma ricco di ospiti, laboratori e interventi. Tra gli altri sono attesi a Pescara Paula Marques, assessore allo sviluppo locale di Lisbona, e il regista Peter Ranalli.

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