Di Matteo: «Sto con Legnini a patto che...»

9 Novembre 2018

L’ex Pd richiede con forza di fare fuori Paolucci, Pepe e altri dalfonsiani. Ma per Gerosolimo è un grave errore

PESCARA. Donato Di Matteo sosterrà il centrosinistra alle regionali «solo se il candidato presidente sarà Giovanni Legnini. Ma sarebbe un guaio appoggiare un candidato per farlo perdere». L’ex assessore Pd pone una condizione inderogabile: «Discontinuità è l'elemento più importante. Non lo dico io, lo dice la gente». Così si scaglia contro Luciano D’Alfonso e i dalfonsiani, e chiede le teste di personaggi come Silvio Paolucci e Dino Pepe, accusando soprattutto il primo di aver lavorato male per la sanità abruzzese. «Se ci saranno loro, io non ci sto», sottolinea l’ex Pd, «discontinuità netta, allargamento, processi partecipativi, programmi adeguati e seri e, soprattutto, uomini che rappresentano la serietà del nostro Abruzzo». Per Di Matteo, Legnini è la «persona competente, prestigiosa, un uomo capace, che ha le giuste relazioni e che può rimettere al centro delle politiche nazionali il nostro Abruzzo. È la più valida che possa esistere. Può far superare questa fase difficile per la nostra regione. Ma se non ci sono le condizioni e qualcuno vuole candidare una persona di quel livello per farla perdere non ci sto a cadere nella trappola. Se c'è un pericolo per Legnini, mio grande amico, io lavorerò affinché lui non venga mischiato in una storia che ha come prospettiva la sconfitta». Sferzanti sono state le critiche all'operato della giunta regionale e all'ex governatore D'Alfonso: «Lui non è più un capo ma vuole fare ancora il capo». E ancora: «Io non sono più del centrosinistra perché non sono né del Pd né di Leu. Io sono dentro a una lista civica, Abruzzo Insieme, che vuole ritornare a far parlare di politica la gente». Ma il suo compagno di tandem nella civica che può fare le differenze, Andrea Gerosolimo, non la pensa allo stesso modo. Anzi. «Non condivido ciò che dice Di Matteo», commenta. «Il nostro accordo è con il centrodestra, e lui lo sa. Ma se Legnini dovesse riuscire a coinvolgere la coalizione più ampia possibile sono disponibile a sostenerlo. Ecco perché dico che Donato sta commettendo un errore: non è possibile non candidare personaggi come Paolucci, Pepe, Antonio Di Marco o tanti altri che fanno capo a D’Alfonso e pensare di vincere le elezioni. A meno che Di Matteo non ponga le sue condizioni per giustificare poi il nostro appoggio al centrodestra». (l.c.)