«Dicevano che io ero Attila, ora sono anche in perdita...»

17 Giugno 2016

PESCARA. «E pensare che sono gli stessi che per cinque anni mi hanno attaccato come fossi un Attila e promettendo esattamente il contrario di quello che stanno facendo. E sono pure in perdita...

PESCARA. «E pensare che sono gli stessi che per cinque anni mi hanno attaccato come fossi un Attila e promettendo esattamente il contrario di quello che stanno facendo. E sono pure in perdita economica mentre noi riuscivamo a stare in equilibrio. Prossimamente vi dirò il perché»: l’ex governatore, presidente emerito, Gianni Chiodi (Fi) lascia in sospeso il suo commento critico su Facebook sul piano sanitario presentato dall’assessore Paolucci. E lo fa prendendo spunto da una frase del suo collega e capogruppo in consiglio regionale Lorenzo Sospiri. «Il segreto di Pulcinella è svelato, dice Sopiri, hanno atteso che la campagna elettorale volgesse al termine, ma noi lo diciamo da due anni che sarebbe finita così». E giù l’elenco: «Pescara che resta con il solo ospedale di Pescara che scoppierà ancor di più; declassati a vario titolo gli ospedali di: Sulmona, Atri, Giulianova, Sant’Omero, Castel Di Sangro e Guardiagrele. Ci saranno posti letto di osservazione breve nei Pronto soccorso».

«Una grande parata, con i partecipanti vestiti a festa, come del resto si fa per un funerale che in questo caso è quello della Sanità con la distruzione della Rete ospedaliera e della Rete di emergenza-urgenza», definiscono i consiglieri regionali di Forza Italia la presentazione del Piano. Facendo notare tuttavia come all’incontro con la stampa mancassero però il presidente della quinta commissione Sanità, Mario Olivieri e soprattutto il presidente D’Alfonso, «ufficialmente assente«, aggiungono, « per impegni istituzionali ma che probabilmente vuol far credere agli Abruzzesi che questo piano non sia opera sua». Per Forza Italia si parla di pareggio di bilancio «che, è bene ricordarlo, era stato centrato grazie alla giunta Chiodi», ma non è chiaro però quando si concretizzerà l’uscita dal commissariamento «che non vuole dire uscire dal controllo dei conti da parte del ministero. Infine anche per quanto riguarda i Lea la sufficienza era stata raggiunta e superata già nel 2014 e sempre sotto la giunta Chiodi».