«Dicevano che io ero Attila, ora sono anche in perdita...»

PESCARA. «E pensare che sono gli stessi che per cinque anni mi hanno attaccato come fossi un Attila e promettendo esattamente il contrario di quello che stanno facendo. E sono pure in perdita...
PESCARA. «E pensare che sono gli stessi che per cinque anni mi hanno attaccato come fossi un Attila e promettendo esattamente il contrario di quello che stanno facendo. E sono pure in perdita economica mentre noi riuscivamo a stare in equilibrio. Prossimamente vi dirò il perché»: l’ex governatore, presidente emerito, Gianni Chiodi (Fi) lascia in sospeso il suo commento critico su Facebook sul piano sanitario presentato dall’assessore Paolucci. E lo fa prendendo spunto da una frase del suo collega e capogruppo in consiglio regionale Lorenzo Sospiri. «Il segreto di Pulcinella è svelato, dice Sopiri, hanno atteso che la campagna elettorale volgesse al termine, ma noi lo diciamo da due anni che sarebbe finita così». E giù l’elenco: «Pescara che resta con il solo ospedale di Pescara che scoppierà ancor di più; declassati a vario titolo gli ospedali di: Sulmona, Atri, Giulianova, Sant’Omero, Castel Di Sangro e Guardiagrele. Ci saranno posti letto di osservazione breve nei Pronto soccorso».
«Una grande parata, con i partecipanti vestiti a festa, come del resto si fa per un funerale che in questo caso è quello della Sanità con la distruzione della Rete ospedaliera e della Rete di emergenza-urgenza», definiscono i consiglieri regionali di Forza Italia la presentazione del Piano. Facendo notare tuttavia come all’incontro con la stampa mancassero però il presidente della quinta commissione Sanità, Mario Olivieri e soprattutto il presidente D’Alfonso, «ufficialmente assente«, aggiungono, « per impegni istituzionali ma che probabilmente vuol far credere agli Abruzzesi che questo piano non sia opera sua». Per Forza Italia si parla di pareggio di bilancio «che, è bene ricordarlo, era stato centrato grazie alla giunta Chiodi», ma non è chiaro però quando si concretizzerà l’uscita dal commissariamento «che non vuole dire uscire dal controllo dei conti da parte del ministero. Infine anche per quanto riguarda i Lea la sufficienza era stata raggiunta e superata già nel 2014 e sempre sotto la giunta Chiodi».

