Dirigente condannato rimane al suo posto «Ha già risarcito...»

28 Gennaio 2015

E’ in Regione dopo il danno rilevato nel 2007 dalla Corte dei Conti L’assessore: «Infortunio contabile, la nomina è stata condivisa»

PESCARA. «Ricordo che il secondo comma dell'articolo 54 della Costituzione afferma che i cittadini cui sono affidate funzioni pubbliche hanno il dovere di adempierle con disciplina e onore». Ne fa una questione di principio oltre che un caso politico il consigliere Leandro Bracco (M5S) sul recente passaggio di Giancarlo Piselli al settore rifiuti della Regione, da dirigente del settore ecologia della Provincia di Pescara. Lo fa perché Piselli nel 2007 venne condannato dalla Corte dei Conti a pagare 30mila euro per aver archiviato, senza riscuoterle, 59 sanzioni amministrative. Secondo Bracco, che ha presentato un’interrogazione al presidente della giunta regionale Luciano D’Alfonso, la sua recente nomina a dirigente regionale al posto di Franco Gerardini è inopportuna e discutibile.

Condannato e promosso? Il caso Piselli tuttavia in Regione non sembra fare breccia. E la dimostrazione arriva dalla dichiarazione con la quale l’assessore all’Ambiente, Mario Mazzocca, risponde alla domanda su eventuali provvedimenti suoi o della giunta: «Si tratta di un dirigente reperito dalla pubblica ammnistrazione presso cui ha continuativamente svolto ruoli di livello apicale, l'infortunio di natura esclusivamente contabile in cui incappato è stato da lui risolto da tempo nei confronti della Corte dei conti». Quindi: è stato condannato, ha risarcito il danno ed è stato promosso. E secondo la giunta ciò non rientrerebbe neanche con il codice morale di D’Alfonso (“fuori i condannati dalla Regione”) perché si tratta di un procedimento contabile-amministrativo e non di rilevanza penale. «Prima di scegliere, come nostro solito, abbiamo ascoltato i consigli da parte di tutti soprattutto quelli di natura benevola e disinteressata», sottolinea Mazzocca, «siamo soliti decidere e assumerci la responsabilità delle nostre decisioni e gradiremmo essere giudicati per le cose che faremo e non per le cose che altri, prima di noi, non hanno fatto».

Bracco però non molla: e ha chiesto di fare chiarezza anche sulla conferma di Mario Amicone, 71 anni, a direttore dell'Arta: dalla delibera di giunta numero 834 dell'11 dicembre non si comprende nulla circa il merito di quella nomina. Il termine che infatti compare nel documento è solamente uno: omissis.(a.mo.)

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